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martedì 20 settembre 2016

Evasioni in viaggio estate 2016 - Cadore 3^ parte: Passo Giau, Rifugio Averau, Rifugio Nuvolau, Cortina

Proseguono i nostri giri per le Dolomiti Venete ( Qui la 1^ parte e Qui  la 2^) .
Oggi un itinerario irrinunciabile per chi soggiorna in queste zone, ossia il giro Averau-Nuvolau, famoso per gli straordinari panorami di cui si può godere da lassù.  La via più diretta per raggiungere il Rifugio Averau mt. 2.413, è la seggiovia che parte dal Rifugio Fedare mt. 2.000, poco dopo il Passo Giau mt. 2.200.
Partiamo quindi da Auronzo intorno alle ore 8,00, passiamo di fianco a Cortina...

... durante la strada... di rosa e d'azzurro...

 ... ed arriviamo al Passo Giau. Qui, non si può fare a meno di fermarsi, per godere della grandiosa vista a 360° su tutte le montagne circostanti. Molto scenografico è il monte Ra Gusela, che con la sua mole slanciata domina il passo. Non si smetterebbe mai di fare foto!

Passo Giau - Monte Ra Gusela
Passo Giau - Monte Ra Gusela

Volendo, già da qui, partono i sentieri a piedi per L'Averau - Nuvolau, ma noi proseguiamo in auto e parcheggiamo più avanti, sul piazzale della seggiovia. La prendiamo, costo biglietto A/R € 15,40, ed in circa 10 minuti siamo sulla Forcella Nuvolau, dove sorge il Rifugio Averau.

Seggiovia Averau
Seggiovia Averau

Il Rifugio Averau è un po' diverso dagli altri rifugi alpini. Molto bello e curato, dall'atmosfera accogliente e romantica con un tocco di charme, viene prenotato anche per feste private. Infatti il pomeriggio era chiuso perché ospitava un matrimonio. Prenotiamo il pranzo per le ore 12,00 ed intanto gironzoliamo un po' fuori, godendoci il sole e il panorama. 

Rifugio Averau
Rifugio Averau

E' giunta l'ora ed entriamo... è molto carino...

Rifugio Averau
Rifugio Averau

...e i piatti particolari e ricercati; noi abbiamo ordinato due primi: i Cappelli dell'Alpino di pasta verde, ripieni di ricotta e noci, conditi con dadolata di pomodoro fresco e i Cialsons, primo di tradizione friulana, ripieni di ricotta, fichi e cannella, conditi con burro e parmigiano, tutto innaffiato da un ottimo tokai...

Rifugio Averau
Rifugio Averau - Cestino del pane con varie sfiziosità salate

Rifugio Averau
Rifugio Averau - I Cappelli dell'Alpino

Rifugio Averau
Rifugio Averau - I Cialsons

Come dolci abbiamo scelto la Torta con crema al Prosecco e Amaretti e il Tiramisù al Baileys

Rifugio Averau
Rifugio Averau - Torta con crema al Prosecco e Amaretti

Rifugio Averau
Rifugio Averau - Tiramisù al Baileys

Tutto buonissimo, ma in particolare abbiamo apprezzato i Cappelli dell'Alpino e la Torta al Prosecco e Amaretti, davvero eccezionale per sapore e sofficità. Caffè per chiudere e poi cominciamo la salita verso il Nuvolau, lasciandoci il Rifugio Averau alle spalle.

Rifugio Averau
Rifugio Averau

Guardando indietro, verso il basso, lo spettacolo delle Cinque Torri, col Rifugio Scoiattoli sulla sinistra, piccolissimo da quassù!
Rifugio Averau, Rifugio Scoiattoli, Rifugio Nuvolao, Cinque Torri
Le cinque Torri

Ancora le Cinque Torri dominate dalle Tofane

Le cinque Torri e le Tofane

Zummata sempre su di loro; non so perché, ma quei massi esercitano una sorta di fascino magnetico... 

Le cinque Torri
Le cinque Torri 

Questi luoghi furono teatro di violenti scontri tra italiani ed austriaci durante il primo conflitto mondiale. Pensate in inverno... quei poveri soldati vivevano in condizioni estreme, combattendo non solo contro i nemici, ma anche contro il freddo e la fame. All'epoca non esistevano pile o altri indumenti tecnici di cui disponiamo oggi e non esistevano nemmeno seggiovie, che conducevano comodamente fin quassù. Ne sono morti tantissimi, la maggior parte poco più che ragazzini. E' impossibile non pensare al loro sacrificio, mentre si calcano questi sentieri...

Volgendo lo sguardo in basso, davanti a noi, invece, troviamo la strada del Passo Giau

Passo Giau dal Nuvolao
Passo Giau dal Nuvolau

Ormai il Rifugio Averau dal quale siamo partiti, appare lontanissimo e piccolissimo sotto il monte omonimo (in basso al centro)

Monte Averau
Monte Averau con sotto il Rifugio omonimo

In dirittura di arrivo alla nostra meta.

Monte Rifugio Nuvolau
Monte Nuvolau

Dopo circa un'oretta, arrivati al Nuvolau, che ho letto essere il Rifugio più antico delle Alpi.

Monte Rifugio Nuvolau
Monte Rifugio Nuvolau

Inutile dire che il panorama a 360° è superbo

Monte Averau visto dal Nuvolu
Monte Averau visto dal Nuvolu

Lastoi de Formin
Lastoi de Formin in secondo piano

Le Tofane dal Nuvolu
Le Tofane dal Nuvolu

Anche qui si vedono girare golosi piatti di Spatzle, Canederli e Polenta, ma noi abbiamo ancora la pancia piena.

Rifugio Nuvolao
Rifugio Nuvolau

Dopo esserci riposati ed aver goduto delle strepitose vedute dal Rifugio, ridiscendiamo e, sulla via del ritorno, facciamo tappa a Cortina. 

Cortina
Cortina

E' domenica e c'è la rassegna delle bande. Sono tutti in costume folkloristico e la birra scorre a fiumi. Molto divertente.

Cortina
Cortina - Festival Rassegna delle bande


Cortina - Festival Rassegna delle bande
Cortina - Festival Rassegna delle bande


Cortina - Festival Rassegna delle bande
Cortina - Festival Rassegna delle bande


Cortina - Festival Rassegna delle bande
Cortina - Festival Rassegna delle bande

Anche noi ci immergiamo nella festa!



Poi una vasca lungo il corso principale.

Cortina - Festival Rassegna delle bande
Cortina - Festival Rassegna delle bande


Cortina - Festival Rassegna delle bande
Cortina - Festival Rassegna delle bande

La nostra giornata sta per concludersi e, soddisfatti, facciamo ritorno ad Auronzo. 

  1. Cadore 1^ Parte: Lago di Calalzo ed escursione al Rifugio Vandelli e Lago Sorapiss
  2. Cadore 2^ Parte: Rifugio Col De Varda, Forcella Misurina, Lago di Misurina, Lago D'Antorno

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giovedì 15 settembre 2016

Zuppa Inglese in ...Piedi

... o Zuppa Inglese in torta


Nuova "Dolce" Evasione quest'oggi nella mia cucina: la Zuppa Inglese, dolce un po'... d'antan,  spesso snobbato, ma tanto tanto buono, che sa di pranzi domenicali in famiglia, a casa della nonna.  Non so da quanto tempo non la mangio. Poi all'improvviso, chissà perchè, mi torna in mente quel sapore antico di crema fatta in casa e di Alchermes. Mi assale la voglia di una fetta e allora me la faccio, sicura che anche i miei familiari apprezzeranno, ma questa volta, anziché presentarla nella solita terrina, voglio provarla in versione torta, che stia in piedi da sola, più moderna ed elegante. L'ho decorata un po' con quello che avevo in casa ed è venuta bella colorata, come un cartone animato!

Zuppa inglese in torta
Zuppa inglese in piedi


Zuppa Inglese in Torta, o in Piedi

Ingredienti (stampo da 26 cm):

Per il Pan di Spagna a doppia montata:
  • 6 uova a temperatura ambiente
  • 200 g. di zucchero 
  • 100 g. di farina 00
  • 70 g. di fecola
  • scorza grattugiata di  mezzo limone
  • 1/2 bustina di lievito per dolci
  • semini di 1/2 bacca di vaniglia (facoltativo)
  • qualche goccia di succo di limone
Per chi volesse, Qui  potete trovare il Pan di Spagna a montata unica di Sal De Riso, ugualmente adatto per questa ricetta.

Per la Crema Pasticcera

Per la Crema al Cioccolato Senza uova
  • 300 ml di latte intero
  • 2 cucchiai di cacao amaro in polvere
  • 40 g. di zucchero
  • 1 cucchiaio di zucchero a velo vanigliato
  • 10 g. di amido di mais 
  • 12 g. di amido di riso
  • oppure, in alternativa ai due amidi, 30 g. di farina 00
  • 40 g. di cioccolato fondente al 70% tritato
  • 3 gr. di gelatina in fogli

Per la bagna:
  • 150 ml. di liquore alchermes
  • 150 ml. di acqua
  • 75 g. di zucchero

Per la decorazione finale:
  • 1 brik da 250 ml di panna fresca da montare
  • 25 g. di zucchero a velo vanigliato
  • circa 12 ciliegie candite tra rosse e verdi di buona qualità (io le compro sfuse, in un negozietto di prodotti per pasticceria, che le vende a numero, e sono saporitissime e morbidissime)

Procedimento:
  • Pan di Spagna con la planetaria:  setacciare insieme la farina con la fecola e il lievito.
  • Separare  gli albumi dai tuorli,  metterli in planetaria (io Kenwood) con 1/4 dello zucchero e il succo di limone, quindi montarli a neve con la frusta a filo. Tenerli da parte.
  • Montare molto bene i tuorli col restante zucchero in una seconda ciotola della planetaria, avendola a disposizione (io uso quella bianca dell'accessorio gelatiera), sempre con la frusta a filo (non occorre lavarla), finché non risultano chiari, ben gonfi e spumosi. Se non si avesse una seconda ciotola per la planetaria, trasferire gli albumi montati in una terrina e, senza lavarla, riutilizzarla per il montaggio dei tuorli. Oppure, in alternativa, per evitare di travasate gli albumi, che potrebbero leggermente sgonfiarsi , consiglierei di montarli  in una terrina con un comune frullino elettrico, mentre i tuorli girano in planetaria.
  • Ora versare la scorza del limone e la vaniglia nella montata di tuorli e cominciare ad incorporarvi le farine a cucchiaiate, alternandole a cucchiaiate di albumi montati, sempre mescolando a mano,  dal basso verso l'alto con un leccapentole (detto anche marisa), anche in maniera abbastanza veloce, girando nel contempo la ciotola, fino ad esaurimento dei due elementi, cercando di non smontare la massa.
  • Appena risulta tutto ben amalgamato, versare in uno stampo a cerniera da 26 cm. imburrato e infarinato, livellare battendolo due o tre volte sul tavolo e infornare già caldo a 180° per circa 30'. Per controllare la cottura fare la prova stecchino (infilare un stecchino al centro del Pan di Spagna, dovrà uscirne asciutto), ma non aprire assolutamente il forno prima di 20-25', o comunque prima che sia già abbastanza colorito, altrimenti potrebbe sgonfiarsi irrimediabilmente.
  • Farlo raffreddare 30' dentro lo stampo, poi aprire la cerniera e attendere che sia completamente freddo. Staccarlo anche dal fondo  e conservarlo dentro un portatorte chiuso fino al momento dell'utilizzo.
  • Pan di Spagna senza la planetaria:  setacciare insieme la farina con la fecola e il lievito.
  • Separare  gli albumi dai tuorli,  metterli in una terrina con 1/4 dello zucchero e il succo di limone, quindi montare a neve col frullino elettrico. Tenere da parte.
  • In un'altra terrina montare i tuorli con il resto dello zucchero, finché non risultano chiari, ben gonfi e spumosi. Proseguire dal 4° punto.

    Nota:
      Non tutti  mettono il lievito nel Pan di Spagna. In teoria non ci andrebbe, ma io preferisco usarlo.   

    Qui   potete trovare il Pan di Spagna a montata unica di Sal De Riso, ugualmente adatto per questa ricetta.

  • Crema pasticcera:   cliccare  Qui.
  • Crema al Cioccolato senza uova:  miscelare cacao, zucchero, zucchero a velo e gli amidi o la farina.
  • Portare il latte a bollore e, con un po' dello stesso, diluire il mix di polveri. Riversare nel tegame del latte e riportare su fuoco dolce, mescolando continuamente, al fine di evitare grumi e attaccature.  Appena la crema si sarà rappresa, togliere dalla fiamma, unire il cioccolato tritato e continuare a mescolare ancora qualche secondo.
  • Immergere il tegame in un bagnomaria freddo, cambiando l'acqua anche due o tre volte nei primi minuti per accelerare il raffreddamento e coprire la superficie della crema con della pellicola trasparente a contatto per evitare la formazione della fastidiosa pellicina. Se non si vuole usare la pellicola, spolverare uniformemente con zucchero a velo attraverso un colino, oppure infilzare un pezzo di burro con una forchetta e passarlo su tutta la superficie della crema. Si formerà un velo che la isolerà dall'aria. Anche questi due metodi funzionano molto bene contro la formazione dell'indesiderata pellicina.
  • Quando la crema arriva sui 60°, prelevarne un po' e stemperarci la gelatina precedentemente ammollata in acqua fredda e poi strizzata. Riunirla al resto della crema  e miscelare bene.
  • Bagna:  far bollire brevemente l'acqua con lo zucchero, far raffreddare e unire all'alchermes.
  • Montaggio:   Appoggiare sul piatto di portata l'anello a cerniera dello stampo usato per cuocere il Pan di Spagna e foderarlo all'interno con una striscia di acetato per uso alimentare. Servirà a non far appiccicare il bordo della torta allo stampo stesso, consentendo di ottenere un aspetto estetico più preciso ed elegante, al momento di sformarla. Io non disponevo dell'acetato, per cui ho foderato con della pellicola trasparente, ma forse sarebbe ancora meglio una striscia di carta forno.
  • Tagliare il Pan di Spagna in tre dischi, introdurre il primo nell'anello e inzupparlo con la bagna, aiutandosi con un pennello, o con l'apposito biberon da pasticceria. Distribuirvi sopra metà della crema pasticcera. 
  • Sovrapporre il secondo disco di Pan di Spagna ripetendo le suddette operazioni.
  • Chiudere col terzo disco, spennellare anch'esso con la bagna e coprire con la crema al cioccolato.
  • Trasferire il dolce in frigo, affinché si assesti ed assuma la giusta consistenza. Coprirlo.
  • Poco prima di servirlo, estrarre l'anello di metallo ed asportare l'acetato, o la pellicola, o la carta forno dal bordo del dolce.
  • Montare la panna a neve ferma con lo zucchero a velo, metterla in sac a poche con bocchetta rigata e decorare la parte superiore secondo la propria fantasia.
  • Tagliare a metà le ciliegie candite e distribuirle sulla torta con la parte tonda rivolta verso l'alto, alternando i colori.
  • Rimettere la torta in frigo, coperta, fino al momento del servizio.

Zuppa inglese in torta
Zuppa inglese in piedi

Zuppa inglese in torta
Zuppa inglese in torta

Purtroppo non ho la foto della fetta, perché poi l'ho portata a cena da mia suocera e non sono riuscita a scattarla.



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    domenica 11 settembre 2016

    Evasioni in viaggio estate 2016 - Cadore 2^ parte: Rifugio Col De Varda, Forcella Misurina, Lago di Misurina, Lago D'Antorno

    Ecco la seconda puntata delle nostre vacanze in Cadore. Come ho già detto alla fine della 1^ parte, le ginocchia, dopo il Sorapiss, hanno fatto qualche capriccio, perciò abbiamo deciso di risparmiarle un po', salendo al Rifugio Col De Varda con la seggiovia che parte dal Lago di Misurina.
    Partiamo dalla nostra base di Auronzo con un sole splendente che ci accompagna per tutto il tragitto in auto, poi poco prima di Misurina ci troviamo improvvisamente avvolti da una spessa coltre nebbiosa e grigia che persiste anche sul lago e nasconde completamente il bellissimo sole di cui sopra. Com'é possibile che sia sparito così? Guardiamo in alto e vediamo dei nuvoloni grigi che incombono solo sul lago e sul monte dove dobbiamo salire noi, mentre tutt'intorno è sereno! Un po' interdetti e spaesati scendiamo dall'auto e... che freddo! Subito ci  infiliamo felpe e marsupi, dotazione immancabile negli zaini degli escursionisti di montagna, e ci rechiamo all'ingresso della seggiovia per il Col de Varda. Siamo un po' in anticipo, apre alle 9,00. Costo biglietto A/R € 11,00. Siamo i primi. E' tanto che non prendo una seggiovia e mentre mi passo lo zaino sul davanti e mi posiziono per salire, mi sento leggermente emozionata. Finalmente si parte e, lentamente, saliamo sempre avvolti dal grigiore delle nuvole basse. In circa 15 minuti passiamo dai 1.756 mt del Lago ai 2.106 mt. del Rifugio Col de Varda. A tre quarti della salita, la nebbia svanisce e lascia il posto a un bel sole luminoso. Meno male! Ora è cambiato tutto! Con l'entusiasmo di un bambino scendiamo dalla seggiovia ed andiamo subito a consultare i segnavia. La nostra idea era di andare al Rifugio Città di Carpi che si raggiunge, tra vari saliscendi, in un'ora e trenta, (che per noi diventano due), poi però, veniamo attratti dalle indicazioni per il Rifugio Fonda Savio e decidiamo di seguire quelle, in quanto il percorso ci sembra più interessante. Prima però scattiamo una foto al Lago di Misurina visto dall'alto...

    Rifugio Col De Varda - Lago Misurina
    Rifugio Col De Varda - Lago Misurina - Verso Forcella Misurina 

    Come detto, quassù c'è il sole, quindi via subito i marsupi, invece le felpe servono ancora. Imbocchiamo il sentiero Bonacossa n. 117, che inizialmente sembra passare in mezzo ad un giardino, ma che presto si trasforma in uno stretto stradello detritico che si snoda in moderata salita sulla nuda roccia, sotto paurose pareti strapiombanti.

    Rifugio Col De Varda - Lago Misurina - Forcella Misurina - Rifugio Fonda Savio - Sentiero 117 Bonacossa - Cadore
    Verso Forcella Misurina e Rifugio Fonfa Savio - Sentiero 117

    La vegetazione è scarsissima, ma lungo il percorso non mancano piccoli fiori coraggiosi che crescono tra le ghiaie, in un habitat così ostile

    Piccoli fiori crescono... tra le rocce

    Piccoli fiori crescono... tra le rocce

    Piccoli fiori crescono... tra le rocce

    Piccoli fiori crescono... tra le rocce

    Piccoli fiori crescono... tra le rocce

    Mentre continuiamo a salire, ci guardiamo indietro e scorgiamo ancora il Rifugio Col de Varda con la seggiovia. Ma come! E' ancora lì? Eppure ci sembrava di aver fatto tanta strada!

    Rifugio Col De Varda
    Rifugio Col De Varda dal sentiero 117

    Questi massi attirano la nostra attenzione, viene quasi voglia di passarci in mezzo

    Forcella Misurina - Rifugio Fonda Savio
    Verso Forcella Misurina e Rifugio Fonda Savio - Sentiero 117

    Guardando verso il basso si vede ancora il Lago di Misurina con i boschi che vi si specchiano dentro...

    Lago Misurina
    Lago di Misurina visto dal sentiero 117

    ... e guardandoci attorno colpisce la mole del Sorapiss...

    Monte Sorapiss
    Zoom sul monte Sorapiss

    ... e la Croda Rossa, oggetto di un recentissimo crollo, con le sue screziature colorate...

    Croda Rossa
    Zoom sulla Croda Rossa

    E cammina, cammina, facciamo ad un tratto un'inquietante scoperta: dobbiamo salire un canalone attrezzato con cordini e scalette, tra l'altro tutte scardinate, che conduce in cima tra le due guglie, dove si intravedono quei piccoli puntini che, in realtà, sono persone. Si tratta della prima delle due forcelle del percorso, ovvero la Forcella Misurina, mt. 2.395. L'altra è la Forcella del Diavolo (un nome che è tutto un programma). 

    Forcella Misurina
    Forcella Misurina mt. 2.395

    Ci guardiamo con aria interrogativa, ma la curiosità e la voglia di avventura è tanta e, anche se un pochino spaventati, cominciamo a salire aggrappandoci saldamente al cordino di acciaio, senza mai staccare le mani

    Forcella Misurina
    Salita alla Forcella Misurina

    La salita è ripidissima... fortuna che c'è la possibilità di tenersi! Ma, una volta arrivati sulla sommità della Forcella, rimaniamo senza fiato: un panorama fantastico, con le Tre Cime di Lavaredo sullo sfondo. E' esaltante sentirsi parte di questa natura aspra e selvaggia, che si manifesta, forte e  prepotente, in tutta la sua grandezza e magnificenza. Questa vista ci ripaga abbondantemente di tutta la fatica fatta fin qui! 

    Forcella Misurina
    Sulla sommità della Forcella Misurina mt. 2.395

    Dopo il primo momento di stupore, guardiamo verso il  basso e realizziamo che ora dobbiamo scendere la Forcella dall'altra parte, giù per un canalone vertiginosamente profondo, anch'esso attrezzato con cordini. 

    Forcella Misurina
    Forcella Misurina - discesa dalla parte opposta

    Ci precedono altri escursionisti, attrezzati con imbragature, ganci e caschetto, che si assicurano al cordino e scendono veloci in sicurezza. C'è anche chi si avventura "a mani nude", come siamo noi, ma cominciamo a pensare che forse è troppo per le nostre capacità, così decidiamo di rinunciare, giriamo i tacchi e, con un po' di dispiacere, torniamo indietro.  
    Quindi dobbiamo riaffrontare la Forcella Misurina, ma questa volta in discesa e, da sopra, fa ancora più impressione. Facciamo un bel respiro e andiamo, sempre aggrappati ai cordini.

    Forcella Misurina
    Forcella Misurina vista da sopra - ritorno

    Ancora qualche foto agli imperdibili panorami sulla via del ritorno: qui sotto al centro sempre il Sorapiss...

    Forcella Misurina - Rifugio Fonda Savio
    Sulla via del ritorno verso il Rifugio Col De Varda (seggiovia)

    ... e qui sulla sinistra la Croda Rossa

    Forcella Misurina - Rifugio Fonda Savio
    Sulla via del ritorno verso il Rifugio Col De Varda (seggiovia)

    Siamo giunti al punto di partenza ed, in effetti, un cartello sotto i segnavia, avverte che necessita l'apposita attrezzatura, ma come due bambini in preda alla smania d'avventura, l'abbiamo allegramente ignorato. Comunque, anche se non siamo riusciti a  raggiungere la nostra meta finale, abbiamo ugualmente vissuto un'esperienza molto interessante.

    sentiero Bonacossa 217
    Inizio sentiero n. 117 Bonacossa per il Rifugio Fonda Savio

    Si sa che l'aria di montagna mette appetito, perciò ci fiondiamo dentro il Rifugio Col de Varda dal quale arrivano invitanti profumini. e ci accomodiamo sulla terrazza

    Rifugio Col de Varda
    Rifugio Col de Varda mt. 2.106

    Ordiniamo Canederli al burro e formaggio e Funghi con Polenta, accompagnati da vino rosso. Tutto buono, specie i Canederli, che però ho dimenticato di fotografare

    Funghi con polenta al Rifugio Col de Varda
    Funghi con polenta al Rifugio Col de Varda


    Dopo il caffè, ben rifocillati, decidiamo di provare a raggiungere il Rifugio Città di Carpi mt. 2.110, incoraggiati dal fatto che sta alla stessa altitudine a cui ci troviamo ora.
    Imbocchiamo quindi il sentiero n. 120, costituito da una carrareccia, che procede in lenta, ma costante discesa. Alla nostra destra, il panorama  sul selvaggio gruppo delle Marmarole è superbo: una fitta selva di cime aguzze e slanciate, protese verso il cielo, che spuntano da una distesa sterminata di verdissimi abeti.

    Rifugio Cità di Carpi - Cadini - Marmarole
    Verso il Rifugio Città di Carpi - Marmarole

    Rifugio Cità di Carpi - Cadini - Marmarole
    Verso il Rifugio Città di Carpi - Marmarole

    Rifugio Cità di Carpi  - Cadore - Cadini - Marmarole
    Verso il Rifugio Città di Carpi - Marmarole

    Dopo una buona mezz'ora di cammino, la stanchezza già accumulata dalla precedente salita alla Forcella, comincia a farsi sentire, anche perché il sentiero è tutto al sole, che oggi picchia discretamente, in più prosegue sempre uguale e sinceramente risulta essere un po' monotono e, soprattutto, continua a scendere, il che significa che prima o poi dovrà inevitabilmente risalire. Infatti incontriamo un gruppo di escursionisti di ritorno stanchi e sudati, che confermano la nostra teoria, avvertendoci di una salita abbastanza consistente che, al ritorno dovremo ridiscendere e poi, quella che fin qui è stata discesa, sarà tutta salita. Tutto ciò considerato, decidiamo che per oggi può bastare e torniamo sui nostri passi, fino alla seggiovia che ci riporta al Lago di Misurina. Qui gironzoliamo ancora un po', scattando qualche classica inquadratura, con le Tre cime sullo sfondo.

    Lago Misurina
    Lago di Misurina

    Lago Misurina
    Lago di Misurina

    Risaliamo in auto e mio marito propone di andare al Lago d'Antorno, che si trova nelle immediate vicinanze. 
    Arrivati, scendiamo verso le sue rive. Qui non c'è quasi nessuno e regnano il silenzio e la tranquillità, complice, forse, anche l'ora un po' tarda. Questo piccolo lago è molto più bello, romantico e intimo del più blasonato e conosciuto Lago di Misurina, sempre così mondano, affollato e chiassoso. 
    Anche qui dominano le Tre Cime di Lavaredo che, come donne vanitose, si specchiano nelle sue acque immobili, consapevoli della loro prorompente bellezza.

    Lago di Antorno
    Lago di Antorno

    Da questa angolazione, invece, sono i Monti Cadini a riflettersi nelle verdi e placide acque...

    Lago di Antorno
    Lago di Antorno

    ... sui quali sorge il Rifugio Fonda Savio (dentro il cerchietto rosso), che avremmo dovuto raggiungere questa mattina, se non avessimo, a ragione, desistito. Per gli escursionisti più tranquilli, poco prima del Lago d'Antorno, c'è un parcheggio dal quale parte un'altro sentiero più semplice, ma pur sempre con 500 mt. di dislivello, per salirvi in maniera più convenzionale. Chissà che non ci riproveremo da lì!

    Rifugio Fonfa Savio
    Rifugio Fonda Savio

    La giornata volge al termine e, soddisfatti per tutto ciò che di bello abbiamo visto e vissuto, rientriamo con calma ad Auronzo per la cena. Alla prossima.

    Qui la terza parte della mia "Evasione" in Cadore.
    Qui la prima parte della mia "Evasione" in Cadore.


    Immagine 04 Cuori  Alla prossima "Evasione"... dentro o fuori la mia cucina!   Immagine 04 Cuori

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