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giovedì 24 settembre 2020

Ciambella Romagnola - Ricetta Tradizionale con lo strutto (più buona e gustosa)

La Ciambella Romagnola l'avevo già postata QUI, in versione, diciamo, modernizzata, col burro, come nella stragrande maggioranza delle ricette che si trovano sul web. Ma tale dolce nasce con lo strutto e questo è un ritorno alle origini. Sì, perchè nel tempo si è persa l'abitudine di usare questo grasso, forse per paura fosse troppo calorico, o non tanto salutare, anche a causa dell'impossibilità di conoscerne la provenienza. Devo ammettere che anche io sono caduta vittima di questo pregiudizio. Poi finalmente ho trovato lo strutto buono, quello prodotto artigianalmente da maiali di mora romagnola che, grufolando semibradi, liberi e felici, nelle nostre campagne, sono allevati come si deve. Quindi, mossa dalla curiosità di vedere come era la Ciambella Romagnola di una volta, ho deciso di provare. Beh! E' stata una scoperta! E' venuta ancora più buona, gustosa e fragrante di quella con il burro. Con le materie di qualità e le corrette proporzioni è possibile fare tutto buono e salutare. Da ora in poi, avendo la possibilità di reperire lo strutto giusto, la farò sempre così.

Ciambella Romagnola come una volta
  
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Ciambella Romagnola come una volta (tradizionalmente con lo strutto)

Ingredienti:

  • 750 g. di farina
  • 180 g. di strutto a temperatura ambiente
  • 300 g. di zucchero
  • 5 uova
  • 1 e 1/2 bustina di lievito per dolci
  • scorza grattugiata di un limone 
  • un pizzico di sale
  • Q.b. di latte
  • Q.b. di zucchero a velo
  • 100 g. di cioccolato fondente tritato grossolanamente (opzionale)

Con le dosi indicate si ottengono due bei filoni ( le pezzature si chiamano così).
Il bello di questa preparazione è che non occorre montare o frullare nulla, ma ne esce comunque un dolce buonissimo nella sua semplicità, un po' rustico, con la mollica grossolana (ma così deve essere), perfetto da inzuppare nel latte la mattina a colazione, o nell'Albana Dolce di Romagna a fine pasto. 

Procedimento:

  • Accendere il forno a 170°.
  • Mettere in una capace ciotola la farina setacciata col lievito e formare un cratere al centro in cui mettere le uova, lo strutto morbido, la scorza del limone e lo zucchero. 

Inserire uova e strutto nel centro della farina col lievito
Aggiungere la scorza del limone grattugiata...

... e lo zucchero col pizzico di sale

  • Con una forchetta cominciare a sbattere gli ingredienti partendo dal centro, incorporando poco a poco tutta la farina. Ne risulterà un impasto piuttosto compatto che va ammorbidito con un po' di latte, fino ad ottenere una consistenza morbida/appiccicosa, ma che mantenga, comunque, la forma data, come si può osservare nella foto qui sotto. Per ultimo inserire il cioccolato tritato.

Regolare la consistenza col latte ed inserire il cioccolato 

  • La Ciambella Romagnola, infatti, non si cuoce negli stampi, ma l'impasto viene modellato, con le mani bagnate, in filoni ovali, direttamente sulla leccarda del forno ricoperta di carta da cottura. 

Modellare i filoni sulla placca del forno

  • Cospargere la superficie con abbondante zucchero a velo.
  • Infornare per circa 35' funzione "statico" (dopo 25/30' controllare con prova stecchino).

Cospargere con abbondante zucchero a velo ed infornare

Ed eccole appena sfornate!!!

Ciambella Romagnola appena sfornata

Appena raffreddate si possono gustare!

Ciambella Romagnola come una volta

Ciambella Romagnola come una volta


QUI  trovate la versione più moderna col burro

QUI  potete trovare la versione farcita con ricotta in due diverse varianti

Ciambella Romagnola Farcita con Ricotta

 Immagine 04 Cuori  Alla prossima "Evasione"... sarà dolce o salata?   Immagine 04 Cuori


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domenica 21 giugno 2020

Ciambellone alla Ricotta e Gocce di Cioccolato Sofficissimo e Scioglievole

Non pensavo di pubblicare questa semplice ricetta ed infatti non ho scattato neppure le foto per il passo-passo come faccio di solito, ma sorpresa dalla bontà di questa versione, ve la voglio scrivere comunque!  L'ho realizzata più volte con stesse dosi ed ingredienti, ma lavorazioni diverse e con quest'ultima ho ottenuto il risultato migliore in termini di sofficità e scioglievolezza. Ho cercato di ispirarmi anche sul web, ma stranamente non ho trovato nessuno che la facesse così (eppure sono convinta che da qualche parte ci sia), forse perchè comporta un passaggio in più, ma vi assicuro che ne vale la pena. Con 300 g. di ricotta nell'impasto, la consistenza non è per nulla appesantita... anzi! Ve lo dico: si scioglie in bocca veramente! Leggera e delicata... Fatela!!!  Sono arrivata al risultato perfetto e d'ora in poi la preparerò sempre così.

Ciambellone alla Ricotta e Gocce di Cioccolato

Ciambellone alla Ricotta e Gocce di Cioccolato

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mercoledì 10 giugno 2020

Torta di Mele e Ciliegie

La ricetta è sempre la stessa leggermente modificata nelle dosi e arricchita con le ciliegie di stagione.

Torta di Mele e Ciliegie
Torta di Mele e Ciliegie

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Ingredienti:
(stampo quadrato da 24 cm)
  • 310 gr di farina 0
  • 90 gr di fecola di patate
  • 190 gr di zucchero
  • 4 uova
  • 100 gr di burro morbido a pezzetti (io non l'avevo e ho usato 90 g. di strutto ed è venuta benissimo ugualmente)
  • scorza grattugiata di un limone
  • poco succo di limone
  • 2 o 3 pizzichi di cannella in polvere
  • q.b. di latte
  • 1 bustina e 1/4 di lievito per dolci tipo Paneangeli
  • 3 o 4 mele Golden
  • 3 o 4 cucchiai di confettura di albicocche
  • 3 o 4 cucchiai di acqua
  • una ventina di ciliegie snocciolate e tagliate a metà per la decorazione

Procedimento:
  • Vi rimando alla ricetta originaria ==> "QUI". Cambia solo la disposizione delle fettine di mele in superficie che vengono disposte in nove quadrati, alternando il senso verticale con quello orizzontale, contornati dalle mezze ciliegie.
  • Una volta fredda poi ho spennellato la torta con una miscela di confettura di albicocche setacciata al colino e zucchero liquido di frutta biologico, facilmente reperibile nei supermercati. 

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venerdì 8 maggio 2020

Ravioli Ricotta Fave e Pecorino

E siamo giunti a maggio... un  maggio strano quest'anno... Anche il meteo sembra prendersi beffa di noi! E' una delle più belle primavere che io ricordi, giornate serene, splendenti di sole, di aria tersa e di cieli limpidi e noi non possiamo uscire! Niente passeggiate sulla spiaggia, niente scampagnate in collina! Tutti a casa! In compenso però, i ritmi rallentati ci hanno permesso di riscoprire la bellezza di tante piccole cose, che piccole poi non sono, anzi! Primo fra tutti il piacere di stare in famiglia, di rinsaldare i legami, coi figli soprattutto, due ragazzoni ormai, che la frenesia della quotidianità mi aveva un po' rubato. E poi il tempo di coccolarci un po' di più, ognuno con le proprie passioni... per me... neanche a dirlo... la cucina! Anche se abbiamo dovuto sacrificare un po' della nostra libertà, questa reclusione forzata non è poi stata tanto male. Ma secondo me, da tutto ciò, dobbiamo imparare qualcosa: sinteticamente parlando, il rispetto per la nostra umanità e per la Terra che ci ospita, ricordando che non siamo macchine da soldi, nè per noi, nè per gli altri, che l'unica cosa che conta davvero sono gli affetti e tutto il resto è solo un contorno.
"Andrà tutto bene", questo è lo slogan corrente. Frase inutile quanto falsa che non posso sopportare... di una stupidità unica, a mio avviso. Per i tanti morti e le loro famiglie non è andata affatto bene.  Se "andrà tutto bene", si vedrà solo alla fine, anche perchè non tutto dipende da noi. Noi non possiamo fare altro che impegnarci perchè ciò avvenga e sperare.
Oggi, 4 maggio, è il giorno della ripartenza, la famosa fase 2. Me ne accorgo dal rumore del traffico che arriva dalla provinciale qui vicino. Tante cose dovrebbero cambiare, ma credo che alla fine cambierà poco e, se riusciremo ad uscire da questa situazione, tutto tornerà a scorrere come prima o quasi. La gente dimentica presto. Eppure esistono persone illuminate che si distinguono, fanno la differenza, guidano il cambiamento, portandoci fuori dalla penombra che ci avvolge. Mamma mia! Che pensieri seri stamattina! Oggi le mie "Evasioni" non sono tanto "dolci"!
Comunque, ciò che non cambia è l'avvicendarsi delle stagioni (nonostante i mutamenti climatici), e uno dei primi doni della primavera sono le fave! Il mio orto ne sta producendo in quantità, perciò mi è venuta in mente una vecchia ricetta di Palma D'Onofrio, maestra di cucina alla Prova del Cuoco di alcuni anni or sono, risalente addirittura al 2010! All'epoca, l'avevo riprodotta e mi era anche piaciuta, poi mai più rifatta. Vista la gran produzione ottenuta, ho voluto riprovarla con qualche mia variante. Si tratta di Ravioli un po' rustici ripieni di ricotta e pecorino con condimento di fave novelle, che si ispirano al mood romano "Fave e Pecorino". Mi ricordavo bene che erano buoni! In famiglia hanno molto apprezzato!

Ravioli Ricotta Fave e Pecorino
Ravioli Ricotta, Fave e Pecorino

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Ravioli Ricotta e Pecorino con Fave novelle

Ingredienti (per 6 persone):

Per la Pasta:
  • 220 g. di farina tipo 2 macinata a pietra
  • 80 g. di farina di semola rimacinata 
  • 3 uova medie
  • 1 cucchiaio di olio e.v.o.
  • 1 pizzico di sale

lunedì 20 aprile 2020

Bucatini con le Sarde

Più vado in Sicilia e più mi appassiono a quella terra magica. Quell'isola straordinaria esercita su di me un irresistibile magnetismo. Lo scorso settembre, per la terza volta ci tornai... e già mi manca da morire, così come la sua cucina, succulenta, sontuosa, ricca di sapori intensi come il sole che la bacia e il mare che l'abbraccia. Forte, come la sua gente, capace di tirar fuori da pochi umili elementi, pietanze tanto intriganti ed allettanti all'appetito, quanto gustose ed appaganti al palato. Le sarde... pesce povero per eccellenza, il finocchietto selvatico... di cui gli sterrati son pieni, l'uvetta... frutto abbondante seccata al sole siciliano, i pinoli... quelli ora son costosi, è vero, ma spontanei e comuni in passato.
I primi bucatini con le sarde li mangiai.vari anni fa, a Lipari. Provai a replicarli una prima volta, ma compii una serie di errori che poi corressi nella seconda, quando mi vennero tal quali. Del resto, anche qui a Rimini, le sarde non mancano e di finocchio selvatico ne ho pieno il giardino.  Li ho rigustati poi a Trapani, in una versione con anche le melanzane, ma preferisco quella purista, riassaporata qualche mese fa ad Ortigia di Siracusa.
E questi sono i miei. Non li cucino spesso, perchè, come tante ricette siciliane, nonostante l'apparente semplicità, sono un piatto complesso da realizzare che, a mio avviso, per essere perfetto, richiede cura ed attenzione ad ogni passaggio, pena l'assenza di armonia che tiene insieme sapori tanto diversi. 
Si può viaggiare col pensiero, con la fantasia, con le immagini, ed anche con la cucina, che grazie al suo potere evocativo, può riportarci ad atmosfere e suggestioni lontane, come quelle della mia amata Trinacria.

Pasta con le sarde
Pasta con le sarde

Per contestualizzare questa bella ricetta, ecco i luoghi d'origine in cui l'ho gustata.

Lipari

Isole Eolie
Lipari vista da Vulcano con la penisola di Vulcanello in primo piano

Trapani

Torre del Ligny - Trapani
Trapani - Torre del Ligny

Siracusa

Ortigia
Siracusa - Ortigia - Castello Maniace

E poi loro, le protagoniste, ovvero le sarde

Pasta con le Sarde
Sarde

Bucatini con le Sarde

Ingredienti (per 4 persone):

  • 1 cipolla piccola
  • 1 o 2 spicchi di aglio
  • q.b. di olio e.v. di oliva
  • q.b. di peperoncino fresco
  •  6 acciughe sott'olio
  • 400 gr. di sarde
  • 360 g. di bucatini
  • 1 mazzetto di finocchietto selvatico
  • 50 g. di pane grattugiato
  • 80 g. di uvetta passa
  • 80 g. di pinoli
  • sale, pepe e pepe bianco
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domenica 1 marzo 2020

Il mio Sigep 2020

Certo, per un'appassionata di cucina/pasticceria, è una bella fortuna che l'evento più importante del settore si svolga proprio nella sua città.
Il Sigep, per quei pochi che ancora non lo sapessero, è il "Salone Internazionale della Gelateria, Pasticceria e Panificazione" che si tiene annualmente a Rimini. Qui, per cinque giorni, si avvicendano i massimi esponenti di queste nobili arti, in un concentrato di bravura, competenza, eccellenza, bontà e golosità tale da rendere questo luogo "il paese delle meraviglie" per noi pastry-amatori e non solo. E allora siamo lì, tra i padiglioni, che giriamo incantati e rapiti da colori, forme, sapori, profumi, con gli occhi luccicanti di curiosità e stupore, come bambini nel paese dei balocchi, intenti a provare leccornie sempre diverse e con la bramosia di vedere all'opera i nostri beniamini, pronti a carpirne tecniche e segreti.
La mia prima giornata è stata domenica 19 gennaio e non poteva mancare la foto di rito davanti all'entrata.

Io al Sigep 2020

Naturalmente avevo una mia scaletta con tutti gli eventi da non perdere. Il primo è stato il cooking show di Maurizio Santin che ha preparato un Cake Financiere al Cioccolato e Nocciole ricoperto con glassa pinguino, arricchito con Namelaka alle Nocciole.

Maurizio Santin al Sigep 2020
Maurizio Santin con Federico Quaranta al Sigep 2020

Cake Financiere al Cioccolato e Nocciole di Maurizio Santin

Io al Sigep 2020

Cake Financiere al Cioccolato e Nocciole di Maurizio Santin - Gli assaggi

Maurizio Santin... ed io al Sigep 2020

Martedì 21, il maestro Santin si è esibito in un altro Cake banana e arachidi con ciuffi di cremoso alle arachidi, ricoperto di glassa pinguino alle mandorle.

Cake alla banana e arachidi di Maurizio Santin
Cake alla banana e arachidi con Cremoso alle arachidi e glassa alle mandorle di Maurizio Santin

Cake alla banana e arachidi di Maurizio Santin
Cake alla banana e arachidi con Cremoso alle arachidi  di Maurizio Santin- Assaggi

Ottimi entrambi. In questi giorni di Sigep, densi di assaggi e degustazioni, ho notato che le preparazioni dei grandi pasticceri sono accomunate da sapori naturali, ben definiti e riconoscibili, sempre equilibrati e mai nauseanti. Il bello di questa manifestazione è l'opportunità di trovare riuniti in un unico luogo tutti i mostri sacri della pasticceria, potendo godere delle loro splendide creazioni.

Per la seconda tappa del mio Sigep, mi dirigo, con un certo anticipo, verso il Pad. C5, allo stand della "Bravo", sicuramente uno dei più attivi e interessanti di tutta la fiera, per assistere al cooking show di Sal De Riso. Per fortuna riesco ad aggiudicarmi un posto in prima fila e, nell'attesa che arrivi il maestro, l'incontenibile gelatiere toscano Vetullio Bondi, dell'omonima gelateria in Firenze, ci intrattiene con una serie di gag e interviste improbabili nel suo "unconventional time".

Il gelatiere toscano Vetullio Bondi, mattatore dello stand "Bravo"

Finalmento ecco che i dolci di Sal De Riso fanno il loro ingresso  sul bancone, seguiti a breve dal loro autore. Si tratta del "Sol Levante", un bicchierino allo yuzu, mandarino e gelè di fragola Candonga. Lo yuzu è un agrume giapponese dal gusto brioso ed aromatico. Il dolce  è uno dei più buoni degustati in tutto il Sigep, fresco,  cremoso, equilibrato, con sapori combinati alla perfezione.  

Sal De Riso
Sal De Riso e il suo "Sol Levante"

Sal De Riso
 "Sol Levante" di Sal De Riso 

Sal De Riso
Sal De Riso... ed io

I giorni successivi ho potuto ancora ammirare il maestro Sal nella demo della sua celeberrima "Delizia al Limone" con tanto di ambitissimo assaggio finale... chiudi gli occhi e sei in costiera!!!...

Le mitiche "Delizie al limone" di Sal De Riso 

"Delizie al limone di Sal De Riso
Le mitiche "Delizie al limone" di Sal De Riso 

"Delizie al limone di Sal De Riso
Le mitiche "Delizie al limone" di Sal De Riso - Assaggi

Proseguendo il giro, mi imbatto in una chef brava e famosa, proveniente da Alice Tv e dalla "Prova del Cuoco", che illustra la preparazione di focacce gourmet con farcitura di calamaretti spillo croccanti e stocco. Si tratta della bella e graziosa Rubina Rovini.

Rubina Rovini dalla Prova del Cuoco

Veder lavorare Luca Montersino con la sua splendida didattica è sempre un piacere! Quest'anno è stato molto presente al Sigep con le sue dimostrazioni sui "Dolci in vasocottura". La prima a cui ho assistito è stata la preparazione di un "Babbà al Varnelli in vasocottura con cremoso al caffè", in cui ha svelato, con generosità e dovizia di particolari, tutte le tecniche da lui sperimentate per cuocere e conservare vari tipi di dessert nei vasetti. I suoi cooking show sono delle vere e proprie lezioni in cui si impara tantissimo.

Luca Montersino al lavoro per il suo "Babbà al Varnelli in vasocottura con cremoso al caffè"



Ecco il risultato finale che naturalmente abbiamo assaggiato. Questa è la pasticceria che piace a me! Gusti naturali, riconoscibili e decisi.

"Babbà al Varnelli in vasocottura con cremoso al caffè" di Luca Montersino

Nei giorni successivi ha poi eseguito la Torta Zurigo in vasetto, composta da dischetti di Sablè breton al cacao, chantilly, granella di torrone, ciliegie sotto spirito e sfoglie di gianduia. Assaggiata anche questa... beh! Che dire?... Slurp!

Torta Zurigo in vasetto di Luca Montersino

Ultima dimostrazione vista è una "Briosche al gianduja senza zucchero con crumble di mais ottofile, in vasocottura". 

"Briosche al gianduja, s/zucchero con crumble di mais ottofile, in vasocottura" di Luca Montersino. 

"Briosche al gianduja, s/zucchero con crumble di mais ottofile, in vasocottura" di Luca Montersino

Ed ecco la foto di "fine corso". Un grazie a Luca Montersino sempre disponibile coi fans a rispondere a dubbi e domande e a prestarsi per qualche scatto.

Non mi muovo di qui, perchè dopo un grande è in arrivo un altro grande: il bolognese Gino Fabbri, altra colonna portante della pasticceria italiana. Ha illustrato dei "Bicchierini allo Zabaione e Geleè di Caffè", raccontandoci dettagli tecnici, tendenze e la sua concezione del mestiere. Sempre interessante ascoltare questi professionisti di lungo corso  che hanno tanto da insegnare.

Gino Fabbri


"Bicchierini allo zabaione e geleè di caffè" quasi pronti per l'assaggio di Gino Fabbri

Passeggiando fra gli stand, altri graditi incontri, come quello con Luca Sardella che, col suo inseparabile basco, mi prende in giro per la foto che gli ho appena scattato "a tradimento"! Mi avvicino e gli faccio i complimenti per le sue rubriche verdi.

Luca Sardella

Allo stand delle farine Petra ritrovo come tutti gli anni la brava Sara Papa, fervente sostenitrice della panificazione naturale e casalinga. Presenta un "Pane all'infuso di fiori di Pisello farfalla", una pianta asiatica (nome scientifico Clitoria Ternatea), presidio Slow Food, dalle tante proprietà benefiche, che dona all'impasto un bellissimo colore blu, senza dare alcun sapore. Un bel colorante naturale che, forse, si potrebbe impiegare anche in  cucina e pasticceria per colorare dolci e paste. Buono a sapersi; qui al Sigep  si imparano sempre cose nuove.

Sara Papa taglia il suo pane blu

Fiori di pisello farfalla (Clitoria Ternatea)


Sara Papa con il suo pane blu

Terzo giorno di fiera: arrivo presto ed approfitto per fare qualche assaggio di gelato, prima di recarmi ad uno degli appuntamenti più importanti di tutta la manifestazione, almeno per me...





... ed assaggio dopo assaggio, arrivo allo stand della Bravo, dove si esibirà il maestro Iginio Massari insieme alla figlia Debora in un "Semifreddo alla crema vaniglia con gelato alla fragola"

Iginio e Debora Massari col loro "Semifreddo vaniglia e fragola"

"Semifreddo crema e gelato alla fragola" di Iginio e Debora Massari

"Semifreddo crema e gelato alla fragola " di Iginio e Debora Massari



Iginio Massari... ed io

IL prossimo appuntamento è fissato con il bravissimo Daniele Reponi, 
"Paninaro" in quel di Modena, che alla Prova del Cuoco, presenta sempre ottimi panini gourmet con materie prime ricercate, all'insegna della qualità e naturalità. Oggi ci ha presentato un croccantissimo Panino alla curcuma, realizzato e spiegato da un mastro panettiere, che lui ha farcito con scarola spadellata, uvetta, arancia e sopressata calabrese al peperoncino.

Daniele Reponi con Federico Quaranta

Ora, nella mia personale scaletta è giunto il momento di  Natale Giunta (scusate il bisticcio di parole!), che si esibirirà nella preparazione di un dolce "vulcanico" come lui e la sua terra e che egli stesso definisce così: «Il tiramisù sferificato è un dolce complicato e coraggioso che innova la tradizione e che condivide con il tiramisù i suoi elementi fondamentali: l’uovo, il savoiardo, il caffè, lo zucchero e il mascarpone. Io li unisco in una sfera trasparente di zucchero soffiato, all’interno c’è la crema di mascarpone, la parte croccante sono i savoiardi e sopra c’è una schiuma fatta d’aria e estratto di caffè che viene sferificato, come se fosse caviale, e tostato con un affumicatore. Lo definisco un piatto pazzo».

Tiramisù sferificato
Natale Giunta al lavoro per il suo "Tiramisù sferificato"

Natale Giunta
Natale Giunta al lavoro per il suo "Tiramisù sferificato"

Tiramisù sferificato
"Tiramisù sferificato" di Natale Giunta

Tiramisù sferificato
"Tiramisù sferificato" di Natale Giunta

Vi consiglio di guardare il video, perchè la scenografica presentazione del dolce al tavolo costituisce parte integrante del dolce stesso.


Natale Giunta... ed io

Oltre a quelli che vi ho detto, tanti altri si sono avvicendati qui al Sigep, come Ernst Knam, Alessandro Borghese, Luigi Biasetto, Davide Malizia, Roberto Rinaldini, ecc. ecc., accavallandosi spesso tra loro e costringendomi a difficili scelte. Ad es., ho rinunciato a malicuore a Santi Palazzolo con la sua Cassata Siciliana, in favore di Sal De Riso. Sono corsa sperando di assistere almeno all'ultima parte del suo show, ma lui aveva già concluso e non mi è rimasto che ammirare il dolce già finito in bella mostra sul bancone.

Cassata Siciliana di Santi Palazzolo

Eccomi arrivata all'ultimo giorno ed ho deciso di sfruttarlo per bighellonare senza meta fra gli stand, fare assaggi, acquistare qualche piccolo utensile, fotografare e filmare le vetrine più scenografiche




Oltre ai pasticceri pù famosi esiste un esercito di professionisti sconosciuti, ma altrettanto bravi che, mostrando le loro preparazioni dolci e salate, elargiscono dritte e consigli, utilissimi anche per noi semplici appassionati, pronti a rispondere alle domande degli spettatori. Ad es., allo stand della Fugar di Rimini, uno di loro, tale Antonio Guerra, ha spiegato passo passo dei Pasticcini gluten free composti da un frollino castagne e mandorle, un cake al sesamo e riso, una namelaka alla zucca e una glassa croccante, svelando trucchi e malizie davvero interessanti.

Bocconcini al sesamo con Namelaka alla zuccam di Antonio Guerra

Invece allo stand della "Moretti Forni" il  pasticcere pugliese Giuseppe Zippo ha presentato un "Cake al Cioccolato con bagna all'arancia", in tre cotture: tradizionale, in pressione e in vasocottura, spiegando l'uso e la funzione di ingredienti speciali come il glucosio, il destrosio.

Cake al Cioccolato con bagna all'arancia di Giuseppe Zippo

Anche quest'anno l'esperienza al Sigep è terminata. Quattro giorni ricchi di meraviglia, entusiasmo, incontri, persone, curiosità, novità, cose imparate... insomma, un'altra "Dolce Evasione" da aggiungere al mio diario dei ricordi.


 Immagine 04 Cuori  Alla prossima "Evasione"... non so se dentro o fuori la mia cucina!   Immagine 04 Cuori


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