Evasioni dentro e fuori dalla mia cucina

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Evasioni dentro e fuori la mia cucina
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26 ottobre 2026

Piada dei Morti Riminese

Dopo l'estate, non vedo l'ora di poter preparare questo dolce. Annuncia l'arrivo dell'Autunno, carico com'è di noci e altra frutta secca. Semplice quanto buono, ha una tradizione antica. Non è altro che una focaccia leggermente dolce, arricchita con uvetta nell'impasto, e impreziosita da una cascata di mandorle, pinoli e noci in superficie. Una volta veniva aggiunto anche del mosto, in quanto nelle campagne era facile reperirlo, dato il periodo. Io l'ho sostituito con Albana Dolce di Bertinoro, ma potrebbe anche essere Cagnina di Romagna (vino rosso novello dolce), o al limite Marsala, o un passito. Dagli ultimi giorni di Settembre  fino a tutto Novembre, la Piada dei Morti fa bella mostra di sè nelle vetrine di tutti i forni e pasticcerie del riminese. Io ne vado matta! 
Eh sì, lo ammetto... i dolci lievitati mi mettono una sorta di soggezione, un'ansia da prestazione. Sono loro che decidono se, e quanto lievitare, condizionati da tante variabili, sulle quali possiamo intervenire solo parzialmente. Insomma, a volte sono un po' capricciosi, a differenza di quelli fatti col lievito chimico vanigliato (la classica bustina, per intenderci), che riescono sempre o quasi.
Beh...devo dire con gioia, che i miei timori sono stati fugati, visto che la mia Piada dei Morti è  lievitata benissimo ed è risultata sofficissima. 

👉👉👉  N.B. Nelle varie foto noterete due tipi di effetti, uno con superficie più colorita e frutta secca ambrata come glassata ed uno con superficie più chiara e frutta secca naturale. Ciò è dovuto alla spennellatura o meno con una miscela di albume diluito col liquido di ammollo dell'uvetta prima dell'infornatura. Ma vi spiegherò tutto man mano.

Piada dei Morti
Piada dei Morti Riminese 2015

Aggiornamento 2025

Quest'anno, a furia di fare esperienza con gli impasti, mi sono davvero superata. Mi è venuta una nuvola, una sofficità pazzesca. Sono veramente soddisfatta, ne ho fatte tre enormi e chiunque l'ha mangiata non si è risparmiato in complimenti!

Piada dei Morti
Piada dei Morti Riminese 2025

Piada dei Morti
Piada dei Morti Riminese 2025

Piada dei Morti
Piada dei Morti Riminese 2025

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Piada dei Morti Riminese

Ingredienti (per 2 piade da 30-32 cm - tra parentesi per 3):


Per il lievitino:
  • 135 g di farina 00 o 0 di media forza con 12/13 g. di proteine, W 220/250 (203 g)
  • 4 g di lievito di birra secco in polvere (poco più di 1/2 bustina,  opp. 12/13 g. di ldb  fresco)  (6 g.)
  • 135 ml di latte tiepido  (203 ml)
  • 2 cucchiaini di zucchero  (3 cucchiaini)

Per l'impasto:
  • lievitino di cui sopra
  • 400/430 gr di farina 00 o 0 di media forza con 12/13 g. di proteine, W 220/250  (630 / 660 g.)
  • 120 g di zucchero  (180 g.)
  • 1 cucchiaio abbondante di miele  (1 cucchiaio e mezzo)
  • 45 ml di latte  (68 ml.)
  • 30 ml di Albana dolce o altro vino dolce   (45 ml) (se vi dispiace aprire una bottiglia per una quantità così esigua, sappiate che il restante potrete consumarlo per accompagnare al meglio la vostra Piada dei Morti)
  • 2 uova e 1 tuorlo  (3 + 2)
  • 2 pizzichi di sale  (3 pizzichi)
  • 70 gr di burro morbido  (105 g.)
  • 150 g di uvetta lavata, ammollata in acqua e rhum o altro liquore, e poi strizzata  (225 g.)  (conservare il liquido di ammollo)
  • Qb pasta di mandarino** (facoltativa)

Per la finitura e la lucidatura:
  • 15 noci circa per ogni piada
  • 130 g. di mandorle un po' spellate  e un po' no per ogni piada
  • 40 g. di pinoli per ogni piada
  • 1 albume d’uovo (quello avanzato dall'impasto)
  • 2 cucchiaio di miscela di acqua e rhum dell'uvetta
  • 1 cucchiaio e 1/2 di miele  (2 cucchiai)
  • 4 cucchiai di zucchero semolato (5 cucchiai)
  • 30 ml circa di acqua (o liquido di ammollo dell'uvetta)  (45 ml)

** la mia pasta di mandarino (che infilo dappertutto perchè mi piace da morire) non è altro che buccia di mandarini (meglio non trattati o bio, ma io non li trovo) lavati benissimo con acqua e bicarbonato, frullata a poltiglia con dello zucchero, messa in piccoli contenitori  (io, ad es., uso gli ovetti gialli delle sorprese Kinder di quando i miei ragazzi erano piccoli) che conservo in freezer, da utilizzare all'occorrenza come aromatizzante .

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Procedimento:
  • Conviene cominciare la mattina preparando il lievitino: mettere in planetaria la farina, il lievito di birra, il latte tiepido, lo zucchero e impastare col gancio. Si otterrà un impastino molto morbido. Porlo a lievitare nel forno spento fino a che sarà bello gonfio con i primi solchetti di cedimento, lasciandolo tranquillamente nella ciotola della macchina. Occorrerà circa 1 h/1 h e 15'.

Lievitino per Piada dei Morti Romagnola
Lievitino per Piada dei Morti Riminese

  • Lavare bene l'uvetta e metterla in ammollo in acqua e rum. In un altro contenitore mettere in ammollo anche le mandorle in sola acqua, in modo che non si "secchino" troppo durante la cottura.
  • Mezz'ora prima di iniziare l'impasto tirare fuori il burro dal frigo e tagliarlo a pezzetti.
  • Ora passiamo all'impasto vero e proprio: tirare fuori la ciotola  e sciogliere il lievitino col latte, azionando la planetaria a bassa velocità. poi aggiungere le uova e il tuorlo. Quando tutto si è amalgamato, cominciare ad inserire la farina un po' alla volta insieme alla pasta di mandarino, e mentre l'impasto si sta formando, aggiungere lo zucchero, il miele, il vino scelto e il sale. In ultimo, ad incordatura avvenuta, spatolare il burro ed aggiungerlo a fiocchetti man mano che viene assorbito. Se l'impasto è eseguito correttamente se lo prenderà abbastanza velocemente. Continuare a far girare il gancio fino a che l'impasto risulterà ben incordato, liscio ed elastico. Tutto il processo di questo paragrafo durerà circa 25/30'. Va da sé che, chi non possiede la planetaria potrà fare tutto a mano, con un po' di pazienza e olio di gomito. 

Impasto per Piada dei Morti Romagnola
Impasto per Piada dei Morti Riminese

  • Allargare l'impasto sul tagliere ed incorporare a mano l'uvetta ammollata, strizzata e leggermente asciugata con un panno pulito (non gettate il liquido di ammollo). Ultimamente, anche questo passaggio lo eseguo in planetaria inserendo l'uvetta quale ultimo elemento, facendo girare a bassa velocità.
👉👉👉  N.B.  L'impasto risulterà molto morbido e un po' appiccicoso e tenderà a sedersi. Se siete alle prime armi non vi spaventate. Lasciate puntare (riposare) l'impasto per un quarto d'ora e vedrete che si lavorerà già più facilmente. Poi dategli qualche piega e, con l'aiuto di un tarocco e farina di supporto, fate la cosidetta pirlatura girandolo su se stesso, dandogli forma circolare regolare.

Impasto prima della lievitazione per Piada dei Morti Romagnola
Impasto per Piada dei Morti Riminese

Impasto prima della lievitazione per Piada dei Morti Romagnola
Impasto prima della lievitazione per Piada dei Morti Riminese

  • Rimetterlo nella ciotola unta d'olio a lievitare in forno spento, ma con luce accesa (per creare un minimo di tepore) fino al raddoppio del volume (a me ha impiegato circa 2 h).

Impasto prima della lievitazione per Piada dei Morti Romagnola
Impasto dopo la lievitazione per Piada dei Morti Riminese

  • Dividere l'impasto in due parti (o tre a seconda delle dosi) e trasferirle su due placche da forno foderate con carta da cottura, stendendole poi con le dita all'altezza di circa 1 cm e 1/2, dando loro una forma tonda.
  • Spennellare con l'albume sbattuto diluito con un po' di liquido d'ammollo dell'uvetta, poi ricoprire con abbondante frutta secca, facendola aderire con una leggera pressione. Fare lievitare ancora per un'ora circa o finchè non saranno belle gonfie (dentro il forno spento con lucetta accesa).
  • Prima di infornarle, a volte, le rispennello nuovamente con la miscela di albume di cui sopra ulteriormente allungata col liquido dell'uvetta. In questo modo la frutta secca verrà più colorita e leggermente glassata, altrimenti rimarrà del suo colore naturale. Io non sempre lo faccio, vado un po' a fantasia del momento e, come noterete dalle foto, si ottengono due effetti diversi. A voi la scelta.

Piada dei Morti
Piada dei Morti Riminese pronta per essere infornata

  • Informare nel ripiano centrale, già caldo a 200°, abbassando subito a 180 per 15/20'. Prestare attenzione al colore che deve rimanere dorato senza brunire (nel caso, abbassare a 170), poi verificare con la prova stecchino: inserendolo al centro dovrà uscirne ben asciutto.
  • Nel frattempo, preparare lo sciroppo per lucidare: mettere in un pentolino l'acqua, versarci sopra lo zucchero e il miele e portare a bollore, finché non si producono delle bolle grosse e fitte, senza però farlo colorire. All'uscita dal forno, spennellare immediatamente e con abbondanza tutta la superficie del dolce.
  • Passaggio facoltativo: Subito dopo la spennellatura passare nuovamente in forno per 60/90 secondi per far asciugare la lucidatura e far sì che appiccichi meno.
👉👉👉  Per realizzare lo sciroppino di lucidatura, al posto dell'acqua ho utilizzato ancora una volta il liquido di ammollo dell'uvetta per conferirgli più sapore.
    • Far riposare 15', sfilare la carta forno e trasferire su una gratella fino a completo raffreddamento. 
    • Conservare avvolta nella carta forno, ben chiusa in un sacchetto di nylon, perchè come tutti i lievitati asciuga molto facilmente.

    Piada dei Morti
    Piada dei Morti Riminese 2019

    Piada dei Morti
    Piada dei Morti Riminese 2023

    Piada dei Morti
    Piada dei Morti  Riminese 2025

    Piada dei Morti
    Piada dei Morti Riminese 2025

    La sua degna morte è quella di venire gustata insieme ad un bel bicchiere di Albana Dolce di Bertinoro 

    Aggiornamento 2026

    Quest'anno le ho fatte quadrate imitando alcuni forni del riminese che le cuociono nei padelloni grandi e poi le vendono a tranci. 
    Non ho dato la spennellatura prima di infornare e la frutta secca è rimasta chiara.
    Lievitazione perfetta e sofficità che si vede (e si sente)!

    Piada dei Morti Riminese 2026

    Piada dei Morti Riminese 2026

    Piada dei Morti Riminese 2026

    ==> Qui  <==  potrete trovare un altro dolce tipico del Riminese e non solo: le Fave dei Morti

    Rifatta da voi 

    La mia Piada dei Morti realizzata da  Gian Paolo Gardini (2.11.2016) del gruppo Fb  Ricette e tradizioni di Romagna; molto ben riuscita. Ecco la foto.

    Piada dei morti realizzata da Gian Paolo Gardini


      Alla prossima "Evasione"... sarà dolce o salata?   

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    17 ottobre 2026

    Cantucci o Tozzetti??? Mandorle, Mandarino e Cioccolato bianco

    Ammetto che spesso faccio confusione tra Cantucci e Tozzetti. Entrambi sono biscotti secchi a doppia cottura (bis-costti), particolarmente adatti ad essere inzuppati in qualcosa, in primis un vino dolce passito o liquoroso, tipo Vin santo toscano, o Albana di Bertinoro in Romagna, ma ottimi anche a colazione tuffati nel tè o latte che sia.
    Ho capito che i Cantucci sono toscani, rigorosamente con mandorle non spellate ed hanno una ricetta codificata. I Tozzetti, invece, appartengono tipicamente all'areale umbro-laziale e contengono solitamente nocciole di cui il viterbese è ricco. Non avendo, a differenza dei primi, una ricetta codificata si prestano a numerose interpretazioni e questa è una di quelle. Veramente sfiziosa!
    Cantucci o Tozzetti poco importa!  Ciò che importa è che son proprio bboni e mi garbano parecchio! Ora che ho rotto il ghiaccio li rifarò in tante altre versioni.

    Dopo vari mesi, in cui mi sono data al mare come antidoto al caldo estenuante di questa estate rovente e come vera e propria terapia contro i guai fisici lasciati dai vaccini anticovid,  potendo riaccendere il forno con più serenità, ho ripreso a fare dolci. Ho ricominciato proprio con questi tozzetti o cantucci, che dir si voglia. Mi sono riusciti perfetti al primo colpo, di una bontà unica, e ciò mi ha gratificato e gasato moltissimo. Tornare a questa dolce passione mi ha fatto bene (anche ai miei famigliari 😊😊😊) e mi ha colmato di nuovo entusiasmo. A chi non ama "pasticciare" può sembrare un sciocchezza, ma per me non lo è. Ogni volta che faccio un dolce nuovo e mi riesce bene è come una sfida vinta che, insieme all'apprezzamento dei miei cari, mi dà carica e soddisfazione. Sì, perchè a far dolci possono essere bravi tutti, ma per fare dolci eccellenti da pasticceria bisogna conoscere nozioni e tecniche la cui applicazione implica sempre un ragionamento finalizzato ad ottenere ciò che si ha nella testa... e proprio qui sta il bello. Ma poi i dolci piacciono anche a me, e pure tanto! Per questo adoro farli! W le passioni che rendono più bella la vita! 

    👉👉👉 Per realizzare questi biscotti mi sono ispirata ad Althea Totonelli, ormai  star nel mondo dei lievitati e della pasticceria amatoriale, apportando però qualche modifica a mio gusto personale. Nei Cantucci o Tozzetti andrebbe tradizionalmente lo zucchero semolato che lei ha sostituito con quello a velo per rendere maggiore friabilità e raffinatezza, cosa che ho seguito anch'io, ma riducendone un po' la quantità, considerata la dolcezza del cioccolato bianco presente in ricetta e sinceramente va bene così. Ho sostituito la scorza d'arancia con gli aromi a mia disposizione perchè non siamo ancora in stagione di arance nostrane. Ho cambiato anche la sequenza d'impasto perchè odio fondere il burro e preferisco inserirlo a pomata. Il risultato è stato eccellente! Gustosi, friabili e allo stesso tempo resistenti all'inzuppo, pur essendo gradevolissimi anche tal quali.
    Premetto già che ho raddoppiato le dosi. 

    Cantucci o Tozzetti Mandorle, Mandarino e Cioccolato Bianco

    Cantucci o Tozzetti Mandorle, Mandarino e Cioccolato Bianco

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    Tozzetti (o Cantucci) Mandorle, Mandarino e Cioccolato bianco

    Ingredienti (52 pezzi abbastanza grandini) :
    • 560 g. farina 00
    • 170 g. zucchero a velo 
    • 30 g. zucchero a velo vamigliato
    • 4 uova medie
    • 160 g. burro a temp. ambiente
    • 200 g. cioccolato bianco tritato grossolanamente
    • 160 g. mandorle con la pelle 
    • 40 g. liquore al mandarino o arancia (in origine era succo d'arancia)
    • 1 bustina di lievito per dolci
    • q.b. di mia pasta mandarino* (in origine era scorza d'arancia)
    • 2 pizzichi di sale  (io il mio all'arancia**)
    • 8 gocce di essenza naturale d'arancia (facoltativa***)

    * la mia pasta di mandarino non è altro che buccia di mandarini (meglio non trattati o bio, ma io non li trovo) lavati benissimo con acqua e bicarbonato, frullata a poltiglia con dello zucchero, messa in piccoli contenitori  (io, ad es., uso gli ovetti gialli delle sorprese Kinder di quando i miei ragazzi erano piccoli) che conservo in freezer, da utilizzare all'occorrenza come aromatizzante. Qui ne ho usati due ovetti.

    ** lo autoproduco frullando scorza d'arancia essicata sul termosifone insieme a sale fino.

    ***  non è necessaria. Serve solo a rafforzare l'aroma agrumato. Io l'ho acquistata dai Frati Cappuccini di Francavilla di Sicilia che la autoproducono, ma si trova agevolmente nelle erboristerie (chiederla per uso alimentare).

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    Procedimento:

    • Mentre mi preparo la linea degli ingredienti metto le mandorle a bagno nell'acqua per circa 1 ora, in modo da farle rinvenire un attimo, in quanto le mie erano un po' "secchette", anche se di buona qualità pugliese. Ciò per evitare che si possano seccare ulteriormente durante la cottura e la successiva tostatura.
    • L'impasto è molto semplice. Ho fatto tutto a mano senza frullatore, nè planetaria. In una terrina capiente lavorare burro morbido e zuccheri. Poi aggiungere gli aromi quali, pasta di mandarino o buccia d'arancia, il sale, l'eventuale essenza e il liquore, amalgamando il tutto.
    • Inserire le uova, una alla volta, emulsionando bene con la frusta manuale.

    Miscelare burro, zucchero, aromi, uova

    • Introdurre la farina setacciata insieme al lievito e dare una prima mescolata, poi le mandorle scolate ed asciugate ed il cioccolato bianco tritato (io ho utilizzato quello in pastiglie, ma consiglio le gocce o la tavoletta tritata, perchè le pastiglie che restano sulla superficie a contatto con la teglia tendono a sciogliersi e bruciare durante la cottura). 

    Introdurre farina, lievito, mandorle e cioccolato

    • Mescolare fino a distribuire uniformemente i due elementi. Risulterà un impasto molle che però tiene la forma.

    Impasto finito

    • Trasferire l'impasto sulla placca del forno foderata di carta da cottura formando dei filoncini alti 2/2,5 cm da modellare con l'aiuto di un cucchiaio bagnato ripetutamente nell'acqua.  A me ne son venuti tre. Se volete dei biscotti più piccolini farne quattro. 

    Formare i filoncini

    • Infornare a 175° per 25/30'.  Avere l'accortezza di non farli colorire molto, altrimenti potrebbe formarsi una crosta troppo dura che renderebbe difficile il taglio. Regolarsi con la prova stecchino.

    Filoncni cotti

    • Siamo giunti alla fase più difficile, ossia il taglio. Nella maggior parte delle ricette  è consigliato di tagliare i cantucci/tozzetti quando i filoni sono ancora tiepidi. Io ci ho provato, ma mi si sbriciolavano tutti, anche perchè lo zucchero a velo e il cioccolato bianco ancora morbido li rendono particolarmente friabili Quindi ho preferito coprire i filoncini in modo che col vapore residuo la crosta si ammorbidisse un po' e li ho tagliati da freddi. In questo modo sono riuscita molto bene e non ne ho rotto quasi nessuno. Anche la scelta del coltello è importante. Con quello a sega ho trovato difficoltà, quindi sono passata ad un trinciante ben affilato ed è andata molto meglio. Può andare bene anche la "coltella da spoglia" per tagliare le tagliatelle, purchè ben affilata. Ed ora entra in gioco la nostra sensibilità e pratica: bisogna andare giù decisi con la lama e, incontrando la mandorla, modulare la pressione per tagliarla senza spezzare la pasta. L'importante è mantenere il sangue freddo e non farsi prendere dall'ansia! 😱🫣😜Tenere una larghezza di circa 1 cm e mezzo.
    • Disporre i cantucci/tozzetti distesi sulla placca con la carta forno, maneggiandoli con cura, poichè sono ancora abbastanza fragili e farli asciugare in forno a 160° per 7/8' per lato. Prima di girarli sul lato opposto ho aspettato, per prudenza, 15' che si raffreddassero, sempre per scongiurare indesiderate rotture 🤞🍀🐞 Una volta tostati da entrambi i lati non si rompono più e si possono spostare senza problemi!

    Cantucci
    Cantucci/Tozzetti pronti

    Cantucci o Tozzetti Mandorle, Mandarino e Cioccolato Bianco

    Cantucci o Tozzetti Mandorle, Mandarino e Cioccolato Bianco

    Alla prossima "Evasione"... dentro o fuori la mia cucina!   


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    15 giugno 2026

    Bonet (o Bunet) Langarolo ricetta di L. Montersino

    Dopo le Delizie al limone di Sal De Riso,  ecco il Bonet di Luca Montersino, altro guru della pasticceria italiana. Un maestro di quelli veri, è stato lui a farmi innamorare dell'arte dolciaria. Lo seguo da sempre, dai suoi esordi in Tv su Alice nelle puntate di "Peccati di Gola", in cui svelava in maniera chiara, sincera ed esaustiva tutti i perchè della pasticceria. Ancora oggi lo reputo uno dei migliori insegnati di pasticceria e cucina. Per chi volesse rivedere quelle puntate veramente formative, lui le sta pubblicando man mano sul suo canale Youtube.

    Al Sigep di Rimini, è uno di quelli che "inseguo" di più, perchè ogni sua demo è una lezione, ogni suo cooking una miniera di nozioni preziose. Sempre all'avanguardia, è un piacere vederlo lavorare e da lui s'impara tanto!

    Ma tornando al Bonet, ho preso la ricetta dal programma "Kitchen Montersno" girato qualche tempo fa per San Marino RTV, insieme a sua moglie Romina. E' un dolce  di carattere, appartenente alla tradizione piemontese, dal sapore intenso di cioccolato, arricchito di amaretti e profumato al rum e caffè. Il tipico decoro di amaretti e ciuffi grandi di panna montata lo completa e lo rende molto scenografico. Possiamo dire che il Bonet è il cugino scuro dell'emiliano Budino di Minerbio (clic qui), anch'esso molto  molto buono.

    La prima volta che l'ho fatto ho seguito tutto per filo e per segno limitandomi a dimezzare le dosi, con cui ho riempito uno stampo tondo da 21 cm + uno piccolino da plumcake di 14 x 7. La seconda volta ho effettuato alcune piccole variazioni a mio gusto, consistenti nell'aumento del quantitativo di amaretti per avere più sapore e la base un po' più spessa, ho cambiato il rum bianco con quello scuro in quanto più aromatico, aumentando anche qui un po' la quantità, così come per il caffè.

    👉👉👉 Vorrei precisare che conviene preparare il Bonet almeno un giorno prima del servizio, in quanto è consigliabile lasciarlo in frigo minimo una notte, affinchè possa stabilizzarsi e sformarsi al meglio.

    Bonet
    Bonet o Bunet di Luca Montersino

    Bonet
    Bonet o Bunet di Luca Montersino

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    Bonet o Bunet di Luca Montersino

    Ingredienti (per 10/12 porzioni - stampo 21 cm  x 4 di altezza + uno da plumcake di 14 x 7 cm):
    (tra parentesi le mie variazioni)
    • 500 g. di latte
    • 125 g. di panna fresca
    • 225 g. di uova intere
    • 125 g. di zucchero
    • 125 g. di amaretti secchi (io ho aumentato a 200 g. per avere maggior sapore e la base un po' più spessa) 
    • 12.5 g. di rum bianco (io rum scuro perchè più aromatico 18 g.)
    • 62.5 g. di cacao amaro
    • 25 g. di caffè espresso (io 30 g. perchè mi piace il sentore di caffé  ed ho usato quello di moka)
    • 1/2 baccello di vaniglia
    Per il caramello:
    • 130 g. di zucchero semolato
    • (io: 2 cucchiai di acqua e 1 cucchiaio di succo di limone)
    Per decorare:
    • 200 g. di panna montata
    • n. 25  circa amaretti
    • Q.b. di caffè in chicchi  (io gocce di cioccolato)
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    Procedimento:

    👉👉👉  Innanzitutto vorrei precisare che conviene preparare il Bonet almeno un giorno prima del servizio, in quanto è consigliabile lasciarlo in frigo minimo una notte. 
    • Per prima cosa preparare il caramello per "foderare" lo stampo. In un pentolino dal fondo spesso mettere  2 cucchiai di acqua e uno di succo di limone. Versarvi sopra lo zucchero e portare su fuoco vivace finchè comincia a sciogliersi e a bollire. Abbassare la fiamma e cuocere fino a raggiungere un colore bruno chiaro. Il processo è piuttosto veloce, quindi attenzione a non far scurire eccessivamente il caramello, altrimenti diventa troppo amaro. 
    • Trasferire immediatamente il caramello dentro lo stampo, facendolo roteare velocemente, poi ti finchè non è tutto rivestito. Per il tubo centrale aiutarsi con un cucchiaio. Per questa operazione munirsi di presine perchè lo stampo diventa subito rovente.

    Stampo caramellato

    👉👉👉  Specifico che lo stampo in foto esemplifica come deve risultare la caramellatura e si riferisce al Budino di Minerbio (clic qui) realizzato in precedenza.  Lo stampo effettivo è il seguente e misura 21 cm di diametro e 4 cm di altezza. Con le dosi indicate ho riempito anche uno stampo piccolino da plumcake 14 x 7 cm.


    • Mentre il caramello solidifica, preparare il composto del Bonet. Iniziare col caffè espresso o, come me, nella moka, utilizzando metà acqua rispetto alla polvere per averlo più concentrato.
    • Preriscaldare il forno a 150°, funzione statico. 
    • Preparare anche il bagnomaria. Riempire d'acqua un tegame basso e largo che possa andare in forno e contenere agevolmente lo stampo del bonet. Scaldare l'acqua al limite del bollore per accelerare l'inizio della cottura e tenere da parte.
    • Scaldare insieme  latte e panna con la vaniglia incisa fino alla soglia del bollore.
    • Intanto, in una terrina capiente, mescolare a mano le uova con lo zucchero facendo attenzione a non inglobare aria. Poi aggiungere il caffè, il rum e il cacao. Mescolare di nuovo per ottenere una miscela omogenea.
    • Versare nella terrina anche il latte e panna caldi mescolando ancora, poi passare tutto ad un colino fine per due volte, in modo da eliminare eventuali filamenti d'uovo e bolle d'aria che potrebbero compromettere la struttura del dolce.
    👉👉👉  Al suo interno il dolce deve risultare liscio e privo di bollicine o buchetti, che sono considerati un difetto perchè che lo rendono ruvido  e meno vellutato al palato.
    • Infine incorporare gli amaretti sbriciolati con le mani.
    • Trasferire il composto nello stampo caramellato, riempiendolo appena sotto il bordo. Questo dolce non cresce e gli amaretti, galleggiando, formeranno una piacevole crosticina che, farà da base una volta capovolto.
    • Porre lo stampo dentro il tegame del bagnomaria preparato in precedenza, non prima di avervi adagiato  sul fondo un piccolo canovaccio che isoli il dolce dal calore diretto, con l'acqua che arriva a 3/4 della sua altezza. (Potete vedere le foto del bagnomaria QUI nel Budino di Minerbio che ha lo stesso metodo di cottura).
    • Infornare a 150° nel ripiano centrale. Non ho messo alcuna copertura di stagnola. Il mio bonet ha impiegato circa 1 ora e 45' per completare la cottura. Ci si accorge che è pronto quando, premendo leggermente sulla superficie si percepisce una certa resistenza ed infilando una lama fino al centro, questa esce pulita e quasi asciutta. 
    👉👉👉  Sempre per evitare i temuti buchetti, è importante controllare che l'acqua del bagnomaria non entri mai in ebollizione. Nel caso aggiungere acqua fredda ed abbassare la temperatura del forno.
    • Lasciare raffreddare nel suo bagnomaria, poi trasferire in frigo. E' raccomandabile sformarlo il giorno successivo, quando sarà ben stabilizzato.
    • Al momento della sformatura, passare un coltellino affilato lungo i bordi del budino, anche del tubo centrale, poi immergere brevemente lo stampo in poca acqua calda per far allentare il caramello e facilitare così il distacco. Quindi appoggiare il piatto di portata e capovolgere velocemente, dando qualche colpetto per farlo scendere. Se ancora non vuole staccarsi, basterà scostarlo appena appena con un dito da un punto qualsiasi del bordo dello stampo, in modo da far entrare quel poco d'aria che basta a rompere l'effetto ventosa.  A questo punto il bonet scivolerà docilmente sul piatto.

    Bonet piemontese
    Bonet o Bunet di Luca Montersino

    👉👉👉  Prima di decorarlo è importante liberare la superficie superiore del dolce dal caramello in eccesso, portandolo delicatamente con una spatolina a scendere lungo i bordi, altrimenti qualsiasi cosa ci si metta sopra pattinerà finendo inesorabilmente sul piatto, specie in fase di taglio.
    • Rifinire il bonet con un giro di amaretti appoggiati per tutto il bordo uno accanto all'altro.
    • Montare la panna ben freddda con lo zucchero a velo, trasferirla in una sac a poche munita di bocchetta a stella da 10 mm. e creare un giro di grandi ciuffi sulla parte superiore.
    • Decorare la sommità di ogni ciuffo con una goccia di cioccololato, o meglio ancora con chicchi di caffè di cioccolato.
    • Conservare in frigo sotto una campana per dolci fino al servizio. 
    👉👉👉  Col passare delle ore gli amaretti si ammorbidiranno, armonizzandosi meglio con la scioglievolezza del bonet. Se preferite che restino croccanti poneteli sul dolce poco prima del consumo.

    Bonet piemontese
    Bonet o Bunet di Luca Montersino

    Qui sotto una foto d'annata, in realtà era il Sigep di Rimini del gennaio 2020, in cui ho avuto il piacere di incontrare personalmente il maestro Montersino.

    Luca Montersino... ed io! Sigep Rimini 2020


    Alla prossima "Evasione"... dentro e fuori la mia cucina!   


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