Immagine 04 Cuori Evasioni dentro e fuori la mia cucina Immagine 04 Cuori

16 settembre 2021

Torta di Meline Selvatiche in Crosta di Frutta Secca

Mio marito mi ha portato delle meline selvatiche. Sono un po' difficili da mangiare in quanto saporite, ma un po' acidule ed astringenti, a pasta piuttosto soda. Come utilizzarle allora? Beh, niente di  meglio che in un dolce, ingentilite ed esaltate da quattro salti in padella con zucchero e succo di limone.
Mi sono rifatta alla mia solita ricetta di Torta di Mele, che tanto successo ebbe quando la pubblicai su questo blog e nei vari gruppi di cucina, introducendo qualche variante: le mele tagliate sottili sono presenti solo all'interno e, come già detto, sono state prima spadellate; ho aggiunto dell'uvetta ammollata nel rum e al posto delle mele in superficie ho creato, in modo semplice, una crosticina molto golosa di mandorle e pinoli che vi andrò a spiegare; ho tenuto l'impasto un po' più denso diminuendo la quantità di latte per assicurarmi che detta crosticina resti sopra senza mescolarsi al resto.
Il risultato di questa rielaborazione con l'impiego delle meline selvatiche, trattate come sopra, è stato eccellente. E per i prossimi due o tre giorni colazione e merenda  sono assicurate!

Torta di Mele selvatiche
Torta di Meline selvatiche in Crosta di frutta secca

Seguimi  ==>          



Torta di Meline selvatiche e Crosta di frutta secca

Ingredienti:
(stampo col buco da 26 cm)
  • 280 gr di farina 0 o 00
  • 160 gr di zucchero
  • 3 uova preferibilmente 
  • 80 gr di burro morbido a temperatura ambiente oppure 65 g- di olio di semi (io girasole bio a freddo)
  • scorza grattugiata di un limone
  • Q.b. di latte
  • 1 bustina di lievito vanigliato per dolci
  • 80 g. di uvetta passa
  • Q.b di rum
  • 600 g. di meline selvatiche
  • 3 cucchiai di zucchero
  • Q.b. di succo di limone
  • Q.b. frutta secca a piacere (io mandorle e pinoli)

Queste sono le Meline selvatiche che ho usato

Procedimento:
  • Per prima cosa mettere a bagno l'uvetta in una miscela di acqua e rum, dopo averla lavata.
  • Imburrare e infarinare lo stampo e tenerlo in frigo.
  • Sbucciare le meline, privarle del torsolo e tagliarle a fettine sottili poi condirle con un po' di succo di limone, 3 cucchiai di zucchero e spadellarle a fuoco medio finchè non si ammorbidiscono un po'. Alla fine aggiungerci anche l'uvetta scolata e leggermente strizzata, conservandone il liquido di ammollo. Togliere dal fuoco e tenere da parte.
  • Accendere il forno a 180° statico.
  • Se si usa il burro: con le fruste elettriche lavorare il burro con lo zucchero e la scorza di limone, poi aggiungere le uova una alla volta continuando a frullare finchè la massa risulta spumosa, ma senza insistere, altrimenti potrebbe granire. Ora, sempre frustando a bassa velocità, inserire guadualmente la farina e il lievito setacciati insieme, alternadoli al latte, quel tanto che basta per ottenere un impasto di media morbidezza. Fermarsi appena il tutto risulta omogeneo, così da non formare troppo glutine che renderebbe gommosa la consistenza finale del dolce.
  • Se si usa l'olio: montare le uova insieme allo zucchero con le fruste elettriche finchè risultano belle spumose, poi sempre frustando, inserire l'olio a filo e la scorza di limone. Abbassando la velocità, introdurre guadualmente la farina e il lievito setacciati insieme, alternadoli al latte, quel tanto che basta per ottenere un impasto di media morbidezza. Fermarsi appena il tutto risulta omogeneo, così da non formare troppo glutine che renderebbe gommosa la consistenza finale del dolce.
  • Infine inserire le fettine di mele con l'uvetta, cercando di distribuirle uniformemente.
  • Versare il tutto nello stampo e distribuire sulla superficie abbondanti pinoli e  mandorle tagliate a metà in senso orizzontale. Cospargere con zucchero semolato e, col dorso di un cucchiaio bagnato di tanto in tanto nel liquido dell'uvetta, premere leggermente su tutta la superficie del dolce per far aderire bene la frutta secca ed inumidire appena lo zucchero che in cottura formerà una crosticina glassata.
  • Infornare già caldo a 180° per 20', poi abbassare a 170/165° per altri 10/15' (nel mio forno sono serviti 35' totali). Fare  la prova stecchino e se non esce asciutto, prolungare la cottura per qualche altro minuto.
  • Far raffreddare nello stampo e sformare.

Torta di Mele selvatiche
Torta di Meline selvatiche in Crosta di frutta secca

Torta di Meline selvatiche in Crosta di frutta secca
Torta di Meline selvatiche in Crosta di frutta secca


==>   Qui invece la mia Ricetta di Torta di Mele classica.

Torta di Mele classica

Torta di Mele classica

 Immagine 04 Cuori  Alla prossima "Evasione"...  sarà dolce o salata?   Immagine 04 Cuori


==>  Se trovi interessanti le mie "Evasioni", Ti invito a seguirmi  <==
           su  Facebook  "Dolci" Evasioni  spuntando il tastino "Segui"
            su Instagram spuntando il tasto "Segui"        
              su  Pinterest cliccando su "Segui" e salvando i Pin nelle tue bacheche

30 agosto 2021

Peperoni ripieni ai quattro formaggi

E' da qualche tempo che vedo dei peperoni come questi in una gastronomia del mio centro città. Golosi vero?
Non li ho mai acquistati, ma complice l'abbondanza nel mio orto, ho elaborato la ricetta in base al mio gusto. Risultato perfetto al primo colpo! Fatti e rifatti perchè buonissimi!
L'importante è usare un mix di formaggi saporiti e che fondono facilmente. L'occasione è buona anche per ripulire il frigo da fondi e fondini che vi giaccioni inulizzati.
P.S. Lasciatemi dire che ne vado ancor più fiera, perchè i peperoni, i pomodorini e l'origano sono tutti prodotti del nostro orto e quindi rigorosamente bio.

Peperoni ai quattro formaggi
Peperoni ripieni ai quattro formaggi

Seguimi  ==>          



Peperoni ripieni ai quattro formaggi

Ingredienti:
  • 6 peperoni gialli o rossi
  • 600 g. circa di formaggi a piacere ( io: provola calabrese dolce, montasio, emmentaler, provolone piccante)
  • 12 pomodorini rossi
  • Q.b. di origano secco
  • Olio e.v.o.
  • Sale e pepe

Preparazione:
  • Ungere una teglia grande con un'emulsione di olio c poca acqua, magari aiutandosi con un pennello. Accendere il forno a 190°.
  • Lavare i peperoni, tagliarli a metà per il senso della lunghezza e privarli dei semi e dei filamenti bianchi interni.
  • Adagiarli sulla teglia con la parte della pelle rivolta verso l'alto ed introdurli nel forno caldo per farli appassire circa 10/15'.
  • Rigirarli, questa volta con l'interno verso l'alto, schiacciando leggermente i bordi più coriacei con una forchetta in modo da ammorbidirli e favorirne la cottura. Cuocere per altri 10' circa.
  • Nel frattempo tagliare i formaggi a piccoli pezzi, o grattugiarli a filetti con la mandolina a fori grandi, e mescolarli tra loro.
  • Tagliare anche i pomodorini a fettine, pulendoli grossolanamente dai semi e dalle parti acquose.
  • Estrarre i peperoni dal forno e riempirli coi formaggi, spolverizzarli con pochissimo sale e pepe nero a piacere. Distribuirvi le fettine di pomodorini e cospargere abbondantemente con origano.
  • Infornare di nuovo fino a che i formaggi raggiungono una leggera colorazione ambrata come da foto.
  • Lasciare intiepidire un paio di minuti e servire.

 Immagine 04 Cuori  Alla prossima "Evasione"...  sarà dolce o salata?   Immagine 04 Cuori


==>  Se trovi interessanti le mie "Evasioni", Ti invito a seguirmi  <==
           su  Facebook  "Dolci" Evasioni  spuntando il tastino "Segui"
            su Instagram spuntando il tasto "Segui"        
             su  Pinterest cliccando su "Segui" e salvando i Pin nelle tue bacheche

03 agosto 2021

Ciambella allo yogurt e mandarino con gocce liquide di cioccolato

Quando mio figlio mi ha fatto assaggiare questa semplice ciambellina allo yogurt, realizzata dalla sua fidanzata, sono rimasta colpita dalla sua grande sofficità. La cosa bella è anche che, cuocendo, non forma l'antiestetica bozza spaccata al centro, ma rimane piatta, La marcia in più è data dall'aromatizzazione con la mia pasta di mandarino, che non è altro che scorza di mandarino lavata benissimo col bicarbonato, frullata con dello zucchero e conservata in freezer, già suddivisa  negli astucci delle sorpresine Kinder, così da disporre ogni volta di una giusta singola dose, sempre pronta da aggiungere alla preparazione del momento. Basta estrarla 10' prima dal congelatore, anche perchè non ghiaccia mai completamente, grazie alla presenza dello zucchero. 
La ciambella è già buona così, ma la cremina al cioccolato iniettata all'interno, rende questo facile dolcino più particolare e sfizioso. 
Non serve nemmeno la bilancia in quanto l'unità di misura dei vari ingredienti è il vasetto stesso dello yogurt.
Francesca l'ha realizzata col bimby. Io l'ho rielaborata per la lavorazione senza questo strumeto, che purtroppo non possiedo, con ottimi risultati.

Ciambella allo yogurt
Ciambella allo yogurt e mandarino con gocce liquide di cioccolato

Seguimi  ==>          



Ciambella allo yogurt e mandarino con gocce liquide di cioccolato

Ingredienti (stampo da 24 cm):
  • 1 vasetto di yogurt (io alla vaniglia)
  • 3 vasetti di farina per dolci 0o o o
  • 2 vasetti scarsi di zucchero
  • 1/2 vasetto di olio di semi (io di girasole bio estratto a freddo meccanicamente)
  • 3 uova
  • 1 vasetto scarso di latte (100 ml)
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • Q.b. pasta di mandarino come spiegato in intro o scorza di mandarino grattugiata
  • Q.b. Zucchero a velo per decorare

Per la cremina al cioccoltato:
  • 50 g. di cioccolato fondente tritato fine
  • 35 g. di zucchero
  • 15 g. di glucosio o miele di acacia
  • 2 cucchiai di acqua

Seguimi  ==>          


Procedimento:
  • Imburrare e infarinare uno stampo da 24 cm e riporlo in frigo
  • Montare bene le uova intere con lo zucchero.

Montare le uova con lo zucchero

  • Accendere il forno a 200° statico.
  • In un'altra ciotola frullare insieme lo yogurt, l'olio, il latte e la pasta di mandarino (che conservo in freezer già porzionata nei gusci delle sorprese degli ovetti kinder).

La mia pasta di mandarino

La mia pasta di mandarino conservata in freezer negli ovetti Kinder

Frullare yogurt, latte, olio pasta mandarino e versare nelle uova

  • Inserire il composto di yogurt nelle uova montate ed inc0rporarvi un po' alla volta la farina setacciata insieme al lievito, mescolando dal basso verso l'alto cercando di non far smontare la massa.

Incorporare man mano farina e lievito setacciati

  • Trasferire nello stampo .

Trasferire nello stampo imburrato e infarinato ed infornare

  • Infornare immediatamente abbassando a 180° e dopo 20' a 160/170° per altri 20/25'. Come al solito i tempi sono indicativi e possono variare leggermente in base ai forni. Regolarsi con la prova stecchino.
  • Far intiepidire e sformare.
  • Per la cremina, in un pentolino scaldare l'acqua, lo zucchero e il glucosio o miele e far bollire brevemente per ottenere uno sciroppo. 

Bollire acqua, zucchero e glucosio

  • Fuori dal fuoco aggiungervi subito il cioccolato tritato finemente e mescolare fino ad ottenere una cremina uniforme. 

Aggiungere il cioccolato tritato finemente

  • Far intiepidire. Ecco la consistenza.


  • Versare la cremina di cioccolato in una taschina da decorazione con beccuccio sottile tipo questa, facilmente reperebile nel reparto casalinghi degli ipermercati.


  • Iniettare la cremina bucando a distanza regolare la superficie della ciambella.

Ciambella allo yogurt
Ciambella allo yogurt e mandarino con gocce di cioccolato liquido

Ciambella allo yogurt e mandarino con gocce liquide di cioccolato
Ciambella allo yogurt e mandarino con gocce liquide di cioccolato

  • Spolverare a piacere con zucchero a velo.

Ciambella allo yogurt
Ciambella allo yogurt e mandarino con gocce liquide di cioccolato

Ciambella allo yogurt e mandarino con gocce liquide di cioccolato
Ciambella allo yogurt e mandarino con gocce liquide di cioccolato

Ciambella allo yogurt
Ciambella allo yogurt e mandarino con gocce liquide di cioccolato


 Immagine 04 Cuori  Alla prossima "Evasione"...  sarà dolce o salata?   Immagine 04 Cuori


==>  Se trovi interessanti le mie "Evasioni", Ti invito a seguirmi  <==
           su  Facebook  "Dolci" Evasioni  spuntando il tastino "Segui"
            su Instagram spuntando il tasto "Segui"        
             su  Pinterest cliccando su "Segui" e salvando i Pin nelle tue bacheche

02 giugno 2021

Sicilia Orientale - Mare a Sud di Siracusa - Riserva Vendicari

Questo reportage nasce da una sfida lanciatami da Sebastiano, amministratore del gruppo Facebook "Natura da vivere", profondo ed appassionato  conoscitore, nonchè praticante di tutto ciò che è natura, specie di quella della sua bella Sicilia, che si è detto curioso di vedere come una "nordica" avrebbe descritto quel lembo di Trinacria che custodisce la Riserva di Vendicari, scrigno prezioso di perle rare che si svelano poco a poco a chiunque abbia desiderio di scoprirle. Ebbene, sfida accettata! Ecco il mio racconto:

In Riviera Romagnola la spiaggia è talmente presente, abbondante, immediata, visibile, accessibile sempre e ovunque, da creare quasi assuefazione e diventare scontata. In Sicilia, invece non è così, almeno in questa parte. Le spiagge sono celate da fasce di macchia selvaggia e di agricoltura anarchica e scomposta (solo in apparenza) e le devi cercare, desiderare ed un po' guadagnartele. Però quando le scopri, trovi qualcosa di veramente eccezionale!

Questa "evasione fuori cucina" risale alla seconda metà di settembre 2019.

Per altre Evasioni Siciliane  => QUI

Calamosche - Riserva di Vendicari
Spiaggia Calamosche

 Seguimi su    ===>                 

Siamo partiti intorno alle 9 dal nostro alloggio, l'ottimo B&B "Dolce Casa" di Siracusa, dopo una deliziosa colazione a base di tante dolcezze fatte in casa ed arrivati a destinazione in poco più di un'ora.
Percorrendo la strada che va verso sud, il mare non è quasi mai visibile. L'accesso per Calamosche è indicato da un'insegna sulla SP19. Ci si addentra nella campagna su strada sterrata fino al parcheggio (3 € per l'intera giornata), si paga l'ingresso di € 3.50 alla Riserva e ci si avvia per un sentiero in mezzo alla macchia. Si consigliano scarpe chiuse. La spiaggia è completamente selvaggia, senza stabilimenti e punti di ristoro e ciò, a mio avviso, contribuisce non poco al suo fascino ed alla sua bellezza. Per una permanenza confortevole, conviene premunirsi con acqua e viveri. Dato il periodo, il caldo non era eccessivo ed il tragitto in mezzo alla flora mediterranea è risultato piacevole, quale preludio allo spettacolo che ci attendeva di lì a poco. Sulla terra arsa e polverosa pochi alberi, tanti arbusti e cespugli, tra muretti a secco e fiori di scilla.

Calamosche
Scilla marittima lungo il sentiero per Calamosche

Dopo circa 15/20' di cammino in piano, avvistiamo dall'alto la baia, raccolta e graziosa. Il mare è piatto, l'aria è ferma e solo pochi ombrelloni di tranquilli bagnanti mattinieri punteggiano la spiaggia. Ci fermiamo ad ammirare la visione, scattando qualche foto ricordo, per poi scendere i pochi gradini che ci separano dalla cala. 

Calamosche
Spiaggia Calamosche

Calamosche
Spiaggia Calamosche

La sabbia è chiara e fine, mentre l'acqua celeste e cristallina, appena mossa dalla brezza lieve, gioca a riflettere i raggi solari esaltando ancor più la propria trasparenza.
La calma e la pace regnano sovrane. Non ci resta che appoggiare gli zaini, stendere gli asciugamani e godere di un bel bagno rigenerante in questa splendida piscina naturale!

Calamosche
Mare di Calamosche

Calamosche
Mare di Calamosche

Calamosche
Mare di Calamosche

Altra meraviglia della Riserva di Vendicari è Spiaggia Marianelli, un po' più a nord rispetto a  Calamosche. Percorrendo sempre la SP19, abbiamo imboccato l'ingresso Marianelli per una sterrata che si addentra nella campagna, conducendo fino all'agriturismo Marianeddi. Si lascia l'auto nel parcheggio al costo di € 4,50 convertibili poi in consumazioni all'agriturismo stesso. So che si dovrebbe pagare anche l'ingresso alla riserva di € 3,50 a testa come per Calamosche, ma a noi non è stato chiesto nulla. Ci si incammina anche qui per uno stradello che nel giro di 15/20' conduce alla spiaggia che si prospetta stupendamente immersa in una natura selvaggia e incontrastata da qualsiasi attività umana organizzata.
Per una permanenza prolungata è quindi raccomandabile, anche in questo caso, premunirsi di generi di conforto e ombrellone, magari con cordini antivento per poterlo ancorare a terra. 
Da segnalare che Marianelli è tradizionalmente frequentata dai naturisti, ma ciò non preclude la presenza a chi non lo è, e la convivenza è assicurata dalla discrezione educata dei praticanti, che probabilmente si aspetteranno la stessa attenzione nei propri confronti.
Alla fine del sentiero. la vista s'apre su un'ampia fascia di sabbia fine e dorata baciata da un mare azzurro e cristallino dalle sembianze caraibiche.

Spiaggia Marianelli
Spiaggia Marianelli

Spiaggia Marianelli

Inutile dire che anche a  Marianelli abbiamo goduto di rilassanti bagni di sole e di mare nella massima tranquilltà.

Spiaggia Marianelli
Spiaggia Marianelli

Spiaggia Marianelli
Spiaggia Marianelli

Spiaggia Marianelli - Riserva di Vendicari
Spiaggia Marianelli

Spiaggia Marianelli - Riserva di Vendicari
Mare di Marianelli

Nel primo pomeriggio, momentaneamente sazi di quel paradiso, ci avviamo verso il ritorno. Pur essendo settembre inoltrato, il sole a picco si fa sentire ed arriviamo un po' accaldati. Niente di meglio allora che rinfrescarci con una buona granita al limone, all'ombra degli ulivi nel giardino dell'agriturismo, scontando il ticket del parcheggio. La struttura è rustica, ma curata, accogliente ed anche romantica, perfettamente inserita nel contesto rurale circostante.

Agriturismo Marianeddi Vendicari
Agriturismo a Marianelli

Agriturismo Marianeddi Vendicari
Agriturismo a Marianelli

Agriturismo Marianeddi
Agriturismo a Marianelli

Agriturismo Marianeddi
Agriturismo a Marianelli

Dall'ingresso principale della Riserva di Vendicari, si accede alla zona umida ed all'adiacente tonnara omonima. La macchina può essere lasciata al parcheggio per € 3,50 gionalieri, ma noi l'abbiamo fermata lungo la strada. Dopo circa 200 mt. si incontra la biglietteria che, come per gli altri varchi, rilascia il solito talloncino di € 3,50. 
Alberi di eucalipto profumano l'aria con sentori mentolati, mentre attraverso una serie di passerelle in legno, raggiungiamo il cuore del parco. Ho un debole per queste piante maestose ed eleganti, che adornano sovente tanti paesaggi un po' in tutto il sud. Imparai a  conoscerle, tanti anni or sono, sempre in Sicilia, sull'isola di Vulcano. Lunghe foglie lanceolate e pendenti, quali frange argentee, si raccolgono in chiome ondeggianti e fruscianti al vento gentile, come boa di struzzo dalle piume fluttuanti sotto le movenze aggraziate di antiche soubrette d'avanspettacolo.

Eucalipti nella Riserva di Vendicari

Eucalipti nella Riserva di Vendicari

Riserva di Vendicari

Proseguendo si arriva alla spiaggia della tonnara, lunga e spaziosa, ma poco attraente per via di alcuni depositi di posidonia spiaggiata e l'acqua resa torbida dalla stessa. Sono sicura che questo litorale ha avuto ed avrà giornate migliori. Daltronde capita spesso che spiagge incantevoli divengano temporaneamente irriconoscibili a causa di condizioni ambientali e metereologiche avverse. Però qui ad attirare l'attenzione è la vecchia tonnara, che coi toni caldi delle sue colonne, si staglia nitida nell'azzurro di cielo e mare e si avvicina ad ogni passo, pronta a raccontare storie di un passato nemmeno troppo lontano.

Riserva di Vendicari
Tonnara di Vendicari

Luogo di grande suggestione, la tonnara di Vendicari risale come minimo al XV sec., periodo in cui si rinviene la prima documentazione scritta comprovante la sua esistenza, ma probabilmene è ancora antecedente. Fu acquistata dall'importante famiglia Nicolaci, di cui abbiamo visitato il sontuoso palazzo nel centro di Noto, insieme ad altre tonnare della zona, tra cui quella di Marzamemi. In sinergia con le saline poco distanti, vi si esercitava la cattura e la lavorazione dei tonni di ritorno, che dopo la stagione degli amori tornavano in mare aperto. Lo stabilimento visse alterne fortune, tra fasi di attività intensa e di ferma, fino a quando nel 1943 chiuse definitivamente. Di recente, i ruderi della struttura sono stati recuperati e restaurati a render testimonianza dell'antica civiltà delle tonnare, ormai tutte dismesse. 
I pilastri allineati orfani della copertuta, l'alta e snella ciminiera, le casette basse dei pescatori e la torre sveva-aragonese del '400, tutti protesi verso il mare, compongono un insieme di grande fascino.

Tonnara di Vendicari

Riserva di Vendicari
Tonnara di Vendicari

Riserva di Vendicari
Tonnara di Vendicari

Riserva di Vendicari
Tonnara di Vendicari

Riserva di Vendicari
Torre sveva - Tonnara di Vendicari

Riserva di Vendicari
Tonnara di Vendicari

Impossibile per me non ripensare alle tonnare Florio sull'Isola di Favignana, dove abbiamo appreso ciò che era la vita, la fatica, la tenacia dei tonnaroti, stretti attorno al  rais (il capotonnara) nello svolgimento della mattanza. Osservando questo luogo, ora silenzioso e solitario, mi pare quasi di udir rieccheggiare le grida cadenzate di quegli uomini forti e orgogliosi, con le braccia possenti bruciate dal sole, che si danno il ritmo nello sforzo di sollevare i tonni per issarli a bordo. In seguito le mani abili di operaie ed operai che sezionano, mondano, cuociono ed inscatolano il tonno, così pronto per partire verso i mercati del mondo. E poi l'amara riflessione su un mondo ormai scomparso. In Italia esistevano tante tonnare, di cui l'unica sopravvissuta è Carloforte in Sardegna, che imperterrita, continua a sfidare la modernità. La pesca industriale altamente tecnologica delle multinazionali ha ormai soppiantato quella tradizionale, che si è dovuta arrendere alla drastica diminuzione degli esemplari in entrata nel Mediterraneo, in quanto bloccati e prelevati sullo stretto di Gibilterra. E per quanto potesse sembrare cruenta e crudele, la mattanza era sicuramente più sostenibile e più equa dei sistemi di pesca attuali.

Riserva di Vendicari
Tonnara di Vendicari e Torre Sveva sullo sfondo

Riserva di Vendicari
Tonnara di Vendicari

Riserva di Vendicari
Tonnara di Vendicari

Continuando per i sentieri della Riserva, si giunge alla zona umida costituita da laghetti paludosi e salmastri. Appositi capanni consentono l'avvistamento della fauna selvatica, senza recarle disturbo. In quel momento erano presenti pochi uccelli limicoli dalle lunghe zampe sottili e il piumaggio bianco.

Riserva di Vendicari
Zona umida di Vendicari

Zona umida di Vendicari
Zona umida di Vendicari

Proseguendo verso sud, anche se appena fuori la Riserva di Vendicari, merita una menzione la spiaggia di San Lorenzo dalla sabbia chiara e sottile e l'acqua azzurra e cristallina. Anche qui abbiamo trascorso qualche ora di sole in totale relax, piacevolmente accarezzati dalla brezza settembrina.

Spiaggia San Lorenzo sotto Vendicari
Spiaggia San Lorenzo

Spiaggia San Lorenzo

Il sole gioca ad intessere trame luminose sul fondale marino esaltando ancor più la limpidezza dell'acqua.

Spiaggia San Lorenzo
Mare Spiaggia San Lorenzo

Per ora mi fermo qui, con il proposito di raccontare ancora di questa terra variegata e straordinaria in cui non vedo l'ora di tornare. Terra arricchita dalla sua gente, aperta, accogliente e cordiale, tanto simile a noi romagnoli. Mi ci sono sentita subito a casa e completamente a mio agio. Arrivederci a presto, Sicilia mon amour!

👇👇👇  Per altre Evasioni Siciliane  


==>  Qui  Mazara del Vallo



 Immagine 04 Cuori  Alla prossima "Evasione"...  dentro o fuori la mia cucina!   Immagine 04 Cuori


==>  Se trovi interessanti le mie "Evasioni", Ti invito a seguirmi  <==
           su  Facebook  "Dolci" Evasioni  spuntando il tastino "Segui"
            su Instagram spuntando il tasto "Segui"        
             su  Pinterest cliccando su "Segui" e salvando i Pin nelle tue bacheche


Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...