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venerdì 24 novembre 2017

Ciambella Soffice agli Albumi e Nocciole tostate

Per la rubrica "e adesso che ne faccio?" ==> Dolce Riciclo Albumi

Se anche voi, come me, siete sempre alla ricerca disperata di ricette per riciclare gli albumi, questa ciambella, soffice e aromatica, potrebbe fare al caso vostro. Trovo particolarmente indicato l'abbinamento tra albumi e frutta secca, in quanto la mancanza di sapore dei primi permette di esaltare al massimo il gusto e l'aromaticità di nocciole, mandorle e quant'altro, supplendo in toto all'assenza dei tuorli.

Ciambella ciambellone solo con gli albumi
Ciambella Soffice agli Albumi e Nocciole tostate

Ciambella Soffice agli Albumi e Nocciole tostate

Ingredienti  (stampo da 24 cm):

  • 200 g di nocciole sgusciate e con la pellicina
  • 6 albumi di uova grandi
  • 50 g. di farina 0 o 00
  • 50 g. di fecola
  • 130 g. di zucchero semolato
  • 50 g. di zucchero di canna (o tutto zucch. semolato)
  • Scorza grattugiata e poco succo di un limone
  • 30 ml di olio di semi di girasole (io, bio spremuto a freddo meccanicamente)
  • Q.b. di latte
  • 1/2 bustina di lievito per dolci
Procedimento:
  • Tostare metà delle nocciole disponendole sulla placca del forno a 160° per 10' (controllarle perché si tostano velocemente) e farle raffreddare.
  • Tritare tutte le nocciole (tostate e non) in un mixer, insieme a metà dello zucchero e a due cucchiai di farina, fino a ridurle in polvere.
Ridurre le nocciole in polvere

  • Miscelare la polvere di nocciole con la restante farina, la fecola e il lievito setacciati insieme. Inserire anche la scorza di limone grattugiata.

Miscelare le polveri e la scorza di limone

  • Aggiungere l'olio e il latte, quel tanto che basta per inumidire la miscela di polveri.
  • Montare a neve gli albumi con l'altra metà dello zucchero e poche gocce di limone.
  • Cominciare ad aggiungere qualche cucchiaiata di albume montato nell'impasto e mescolare per allentarlo.

Inserire olio, latte e una parte di albumi 

Mescolare il tutto

  • Continuare ad inserire gli albumi in due o tre volte, mescolando, ora, dal basso all'alto per non smontare la massa. 

Continuare ad aggiungere gli albumi in più riprese

  • Quando il tutto risulta ben amalgamato, versarlo in uno stampo da ciambella imburrato e infarinato.

Versare nello stampo e infornare

  • Infornare a 180° già caldo, funzione statico, per 10', poi abbassare a 165° per altri 25' (totali 35').

Sfornare e lasciare raffreddare nello stampo

  • Lasciare raffreddare poi sformare.

Dolci riciclo albumi
Ciambella Soffice agli Albumi e Nocciole tostate

  • Con una penna decoratrice in silicone ho profilato i disegni impressi dallo stampo con del cioccolato fuso ed ho attaccato delle mezze nocciole utilizzando lo stesso cioccolato come colla.

Penna decoratrice per cioccolato


Ricette dolci riciclo albumi
Ciambella Soffice agli Albumi e Nocciole tostate


Ciambelle e dolci agli albumi
Ciambella Soffice agli Albumi e Nocciole tostate - L'interno



==> Qui  <== potrete trovare altre mie ricette per riciclare gli albumi  avanzati da altre preparazioni, come ad esempio:


Stampo Nordic Ware Heritage
Ciambellone al doppio caffè

Oppure

Spumone gelato alle fragole col Kenwood
Spumone gelato alle fragole


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sabato 11 novembre 2017

Impressioni di Sicilia - 1^ parte: verso San Vito Lo Capo e Cous Cous Fest

Spiagge poco conosciute in Sicilia
Caletta dell'Isulidda - Macari - San Vito Lo Capo

Finalmente si parte! Era tanto che sognavo una vacanza in Sicilia. Ho visto tanti filmati, documentari, articoli, dai quali intuivo che quell'isola doveva essere meravigliosa, pazzesca, un eccezionale scrigno di infiniti tesori di ogni tipo: ambientale, naturalistico, culturale, storico, eno-gastronomico ed umano. Magica terra benedetta da Dio in cui l'arte e la natura si sono espresse all'ennesima potenza. 
Già qualche anno fa provai un assaggio di Sicilia, sfiorando l'isola da Messina a Milazzo, per poi approdare al mitico arcipelago delle Eolie, luogo d'incanto quasi irreale, dove la bellezza di una natura prorompente si manifesta in un insolito connubio fra fuoco e acqua. Un'esperienza straordinaria, ma quella è un'altra storia. 
Questa volta, invece, siamo diretti alla scoperta del "continente siciliano" e per quest'anno abbiamo scelto la sua parte Nord-Occidentale tra le province di Trapani e Palermo. Anche il periodo, la seconda metà di settembre, si è rivelato  particolarmente favorevole, non troppo caldo, ma con bel tempo, e non eccessivamente affollato, anche se di turisti, soprattutto stranieri, ce n'erano ancora abbastanza.
Allora, siamo partiti in auto da Rimini, domenica 17 settembre alle 9,30, diretti al il porto di Napoli. Al casello di Rimini Sud abbiamo imboccato la A14, percorrendo tutte le Marche fino all'uscita per Giulianova/Teramo in territorio abruzzese, per poi immetterci subito sulla A24, che attraversando la catena appenninica sotto la mole del Gran Sasso, passa per Teramo, L'Aquila, Avezzano. Da qui ci si innesta sulla SS. 690, proseguendo per Sora fino a Cassino, da cui entriamo in A1 per arrivare dritti fino a Napoli, salvo una breve sosta in autogrill per mangiare qualcosa. E' la prima volta che adottiamo questo percorso per andare verso Napoli e devo dire che le strade sono belle, agevoli e il viaggio scorre piuttosto velocemente. Infatti l'abbiamo scelto anche per il ritorno. Le altre volte, invece, passavamo per la E45 (SS. 3bis) da Cesena, immettendoci poi in A1 ad Orte, poco sopra Roma. Non c'è molta differenza fra le due soluzioni: la prima è un po' più breve, probabilmente per il fatto che si evita di risalire verso Nord fino a Cesena e dover poi ridiscendere.
Il traffico napoletano è abbastanza caotico ed abbiamo avuto un po' di difficoltà ad inserirci  sulla strada giusta. Finalmente alle 17,30 siamo arrivati sulla banchina del porto dove ci attendeva già la nave "Raffaele Rubattino" della Tirrenia. Poco dopo le 18,00 saliamo a bordo, lasciamo l'auto nei garage, ci sistemiamo in cabina ed andiamo a mangiare al ristorante self-service. Abbiamo già viaggiato piacevolmente con Tirrenia, due anni fa, quando andammo in Sardegna, e devo dire che le navi sono belle, le cabine spaziose, confortevoli e molto pulite, ma il servizio di ristorazione lascia parecchio a desiderare, in quanto le pietanze non sono all'altezza dei prezzi richiesti. Io ho preso una cotoletta... immangiabile, mio marito un arrosto, nervoso e poco saporito, con delle patate al forno, diciamo... accettabili. Decidiamo fin da ora che al ritorno ci porteremo il mangiare da terra.
Dopo cena facciamo un giro negli eleganti saloni e sul ponte.

Diario di viaggio in Sicilia Trapani e Palermo
Traversata in traghetto Napoli-Palermo  -  Salone della nave
Alle 20:15 la nave lascia lentamente il porto ed arrivando in mare aperto avvertiamo un certo dondolio, un po' fastidioso, dovuto all'agitazione del mare. Io mi corico preoccupata perchè so che Stefano soffre il mal di mare, ma dopo breve tempo tutto si calma e il viaggio prosegue tranquillo. Ci addormentiamo per svegliarci l'indomani alle 6:00 con l'annucio che siamo ormai prossimi al porto di Palermo. Alle 7:00 circa sbarchiamo con la nostra auto sul suolo siciliano.
Riassumendo, il viaggio in nave con Tirrenia dura circa circa 10 ore e mezza, con partenza da Napoli alle 20:15 ed arrivo a Palermo alle 6:30 circa. Bisogna presentarsi al porto di partenza almeno un'ora e mezza prima. Abbiamo prenotato e pagato per andata e ritorno sul sito della compagnia, circa due mesi prima, per € 162,66 a tratta, comprendenti due passeggeri con auto di oltre 4 mt al seguito e cabina doppia esterna. Viaggiare in traghetto ci piace molto, perché ci consente di portare dietro la nostra auto, evitando trasbordi e limiti di bagaglio, problemi di parcheggio, scioperi e cancellazioni improvvise, arrivando così, tranquilli e riposati come dopo una normale notte di sonno.

Immediataente ci accorgiamo che Palermo è una città molto popolosa, piena di palazzoni, con un traffico caotico ed intenso. Perciò accendiamo subito il navigatore che ci aiuterà a raggiungere la nostra destinazione: l'Agriturismo "Antico Baglio - Porti Calazzo" a Paceco, nelle campagne di Trapani, prenotato attraverso Booking.com al prezzo di € 65,00 a notte per appartamento, colazione inclusa. Imbocchiamo quindi una comoda autostrada, la A29 senza pedaggio, ed in un'ora e mezza circa arriviamo al nostro alloggio.
La struttura si trova in aperta campagna tra agli uliveti, in zona tranquilla e silenziosa, ideale per il relax, ma allo stesso tempo vicina alle principali vie di comunicazione, oltre che a pochi minuti di auto dal centro di Trapani. Appare come un'antica fattoria fortificata, rispondente alle foto viste in internet.  Il cortile presenta la tipica pavimentazione a riquadri che nei prossimi giorni ritroveremo in molti siti di questa parte di Sicilia.


Agriturismo Antico Baglio Trapani
Agriturismo Antico Baglio - Paceco - Trapani


Agriturismi a Trapani
Agriturismo Antico Baglio - Paceco - Trapani

Diario di viaggio a Trapani
Agriturismo Antico Baglio - Paceco - Trapani
Siamo accolti dalla proprietaria, una signora molto affabile e gentile, che ci invita ad accomodarci per la colazione. Poiché siamo ancora digiuni, accettiamo volentieri, attirati dal ricco buffet assortito con golose torte fatte in casa (che scopriremo variare ogni mattina), stuzzicanti bruschette con olio, origano, pomodoro, e poi buonissime marmellate di arance, limoni, mandarini e fichi, anch'esse home made, oltre che pane fresco, biscottini tipici al sesamo, al mosto, e paste varie. Tutto ottimo e di qualità. Capiamo subito che nei giorni futuri la colazione diventerà un piacevole appuntamento per iniziare al meglio la giornata, con il gusto del buon cibo e la simpatia della signora Rosa e di sua figlia Manuela che scambiano sempre volentieri quattro chiacchiere coi loro ospiti.

Siamo arrivati presto ed il nostro appartamento non è ancora pronto. Cosa fare nell'attesa? Decidiamo di andare a vedere la spiaggia di San Giuliano a Trapani. In poco tempo siamo lì. La spiaggia è grande e bella, ma la giornata seppur soleggiata è molto ventosa ed il mare molto mosso. Non ci si riesce a stare, per cui ci dirigiamo a Sud, verso Marsala, sperando di trovare condizioni più favorevoli. Lungo la strada la nostra curiosità viene attirata dalla segnaletica per le Saline e l'Isola di Mozia. In pochi minuti le raggiungiamo e ci si apre dinnanzi un paesaggio molto particolare, caratterizzato dai colori pastello delle scacchiere d'acqua, pittoreschi mulini a vento e candidi cumuli di sale. 
Vicino casa nostra, in provincia di Ravenna, abbiamo anche noi le famose Saline di Cervia, ma queste sono diverse.

Cose da vedere a Trapani Sicilia occidentale
Saline di Mozia - Marsala

Cose da non perdere in Sicilia occidentale
Saline di Mozia - Marsala

Data la bellezza e la particolarità dell'ambiente riteniamo che questo luogo meriti una visita più approfondita e siccome la stanchezza del viaggio comincia a farsi un po' sentire, decidiamo di tornare all'Antico Baglio per prendere possesso del nostro alloggio. Con nostra soddisfazione constatiamo che l'appartamento composto da cucina, bagno e camera è bello e spazioso. Dopo aver mangiato qualcosa comprato fuori, disfiamo i bagagli e ci riposiamo un po', in modo da ricaricarci per la serata. Il  programma prevede cena a San Vito a base di cous-cous e dopocena al concerto gratuito di Mario Venuti.
Infatti in questi giorni a San Vito Lo Capo si sta tenendo il Cous Cous Fest, ossia il Festival  dedicato alla famosa pietanza, eredità gastronomica dell'antica dominazione araba. 
Quindi verso le 17,00 saliamo in macchina, coi costumi indossati (non si sa mai); infatti, durante il percorso veniamo attratti da una piccola baia rocciosa visibile dall'alto. Come non fermarsi? Ci affacciamo e il paesaggio é splendido! Si tratta della caletta dell'Isulidda, in frazione Macari, chiamata così per via di uno scoglietto emergente che sta lì di fronte. Si scende!

Caletta dell'Isulidda Macari San Vito
Caletta dell'Isulidda - Macari - San Vito Lo Capo

Sulla spiaggetta incombe un massiccio roccioso con un'antica torre di avvistamento e sotto delle grotte.

Spiagge nascoste in Sicilia
Caletta dell'Isulidda - Macari - San Vito Lo Capo

Data l'ora e forse anche il periodo c'è poca gente. L'acqua  limpidissima ci invoglia a fare il bagno e ci divertiamo a nuotare da un'insenatura all'altra.

Spiagge poco affollate in Sicilia
Caletta dell'Isulidda - Macari - San Vito Lo Capo

Poi usciamo e ci crogioliamo lì fino al tramonto.

Diari di viaggio Trapani San Vito lo Capo
Caletta dell'Isulidda - Macari - San Vito Lo Capo

Si è fatta proprio ora di andare, anche perchè cominciamo a sentire un po' di languorino. E allora via alla volta di San Vito... il cous cous ci aspetta!!! 

Poco prima del paese ci imbattiamo nella graziosa Cappelletta di Santa Crescenza risalente al XVI secolo.

Celletta di Santa Crescenza
Cappelletta di Santa Crescenza - San Vito Lo Capo

All'inizio di San Vito ci sono due grandi parcheggi liberi e quindi non ci sono problemi per lasciare la macchina. Più avanti invece i posti auto sono quasi tutti riservati e diventa più difficile. Siamo al 18 settembre, un lunedì, quindi c'è gente, ma non troppa e si gira bene. Ci sono vari punti di distribuzione del cous cous e questo è il primo che incontriamo.

Cronache di Viaggi in Sicilia occidentale
Cous Cous Fest - San Vito Lo Capo

Ogni paese, in cui questo piatto è di tradizione, ha un suo spazio in cui propone la sua versione di cous cous. C'è ad es. quello del Senegal, del Marocco, dell'Algeria... e quello di San Vito. 

Cous Cous Fest - San Vito Lo Capo
Cous Cous Fest - San Vito Lo Capo

Vacanze Trapani e San Vito Lo Capo
Cous Cous Fest - San Vito Lo Capo

E' molto piacevole girare per le vie del Festival. C'è tanto colore, folklore,allegria, tanta gente che si diverte gustando le prelibatezze del posto. Non solo cous cous, ma anche arancini, sfincioni, cannoli, cassatine, dolci alle mandorle e quant'altro.

Cose da fare a Trapani e San Vito lo Capo
Cous Cous Fest - San Vito Lo Capo

Cous Cous Fest - San Vito Lo Capo
Cous Cous Fest - San Vito Lo Capo

Il cous cous si ottiene mediante la tecnica "dell'incocciatura" che consiste nello sfregamento fra le mani della semola di grano duro insieme a poca acqua per volta, fino a che si agglomera in tanti granellini. Poi si cuoce a vapore nella cuscussiera insieme a vari aromi ed in seguito si condisce con intingoli di carne, pesce o verdure. Tra una fase e l'altra vanno rispettati i tempi di riposo. Il cous cous non è un piatto semplice, la sua preparazione è quasi un rito.  
Lungo le strade della manifestazione ecco una dimostrazione dell'incocciatura del cous cous.

Cous cous fest San Vito Lo Capo
Incocciatura del Cous Cous - Cous Cous Fest - San Vito Lo Capo

Festival del cous cous
Cous Cous Fest - San Vito Lo Capo

Ed ora è arrivato il momento di scegliere il nostro. Con 10 € si acquista un buono che dà diritto a un piatto di cous cous, un dolcino e una bevanda. Siamo molto indecisi, ci piacerebbe assaggiarli tutti, perché sono tutti diversi, ma alla fine optiamo per quello di San Vito che è a base di pesce con mandorle e aromi vari. Da bere io prendo una bevanda al mandarino verde, molto buona, così come il vino scelto da Stefano. Come dolce una cassatina monoporzione.
Mi dispiace dover dire che il cous cous non ci è piaciuto, in quanto abbastanza anonimo, insapore e poco condito. Sinceramente ci aspettavamo qualcosa di più. Io non sono riuscita a finirlo. Anche la foto non è invogliante... peccato!

Gastronomia siciliana
Cous Cous di pesce di San Vito Lo Capo - Cous Cous Fest - San Vito Lo Capo

Sedute vicino a noi, invece, c'erano due ragazze che mangiavano quello del Senegal, bello condito e colorato, che mandava un bel profumino, a loro dire molto buono. Infatti, sono convinta che, se fatto bene, possa essere un buon piatto. Nei giorni seguenti, a Mazara, ne abbiamo assaggiato un altro alle verdure che era decisamente migliore. 
Comunque sia, ci alziamo e ci godiamo una passeggiate tra le vie. Il monumento principale è senz'altro il Santuario di San Vito, incrocio tra chiesa e fortezza, molto bello anche all'interno. La prima cappella da cui è sorto risale al 300, subito dopo la morte del Santo. (Foto presa dal web, le mie di notte non sono venute bene).

Monumenti a San Vito Lo Capo
Santuario di San Vito 

Continuando il nostro giro verso il mare ci imbattiamo nella" Gelateria Sirena" e, per rifarci  del cous cous, ci sediamo ed ordiniamo il "Caldofreddo", dolce tipico  di San Vito costituito da gelato alle creme con un fondo di pan di Spagna bagnato al liquore, panna montata e una colata di cioccolato caldo. Ci arrivano due belle coppe, golose ed  abbondanti, tanto che si potrebbe cenare solo con quelle. Conto totale € 12,00.

Dolci tipici siciliani
"Caldofreddo" di San Vito Lo Capo

Come da programma, concludiamo la nostra serata sanvitese assistendo al concerto gratuito di Mario Venuti, uno dei nostri cantanti preferiti. Non è troppo conosciuto dal grande pubblico, ha uno stile piuttosto personale, sia nella musica che nei testi, un po' di nicchia, e meriterebbe sicuramente di più. Lo spettacolo è stato molto bello, in un crescendo di emozione ed energia, mentre l'apprezzamento del pubblico aumentava sempre più col procedere dell'esibizione.

Mario Venuti - Diari di viaggio in Sicilia
Cous Cous Fest di San Vito Lo Capo - Concerto di Mario Venuti

Mario Venuti
Cous Cous Fest di San Vito Lo Capo - Concerto di Mario Venuti

Felici per la giornata appena trascorsa, molto intensa direi, per essere solo quella di arrivo, salutiamo San Vito e facciamo ritorno a Paceco, al nostro baglio.
(Nei giorni successivi torneremo a San Vito e vi racconterò altro sul suo Cous Cous Fest...  ma questa volta niente cous cous... continuate quindi a seguirmi per altre Impressioni di Sicilia).


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lunedì 30 ottobre 2017

Torta Zabaione Chantilly, Namelaka al Fondente e profumo d'Arancia


Con Crema Zabaione di I. Massari e Pan di Spagna di E. Knam 

Dalla combinazione tra questi talenti della Pasticceria e qualche inserimento di mio gusto personale è uscito questo ottimo dolce. Che posso dire? Che era buono? Di più?  Giudicate voi!

Torta Zabaione Chantilly, Namelaka al Fondente e profumo d'Arancia
Torta Zabaione Chantilly, Namelaka al Fondente e profumo d'Arancia


Crema zabaglione Iginio Massari, Pan di Spagna Ernst Knam
Torta Zabaione Chantilly, Namelaka al Fondente e profumo d'Arancia


Torta Zabaione Chantilly, Namelaka al Fondente e profumo d'Arancia

Ingredienti:

Per il Pan di Spagna al Cacao di Ernst Knam:
  • Vedere  ===>  QUI

Per la bagna:

Per la Crema Zabaione Chantilly 
(liberamente ispirata a Iginio Massari, riproporzionata per 800 g. di liquidi fra latte e marsala - vedi introduzione -. Tra parentesi riporto le dosi originali come da ricetta dell'esimio pasticcere): 
  • 250 g. di marsala  (g. 500)
  • 550 g. di latte  (g. 500)
  • 278 g. di tuorli - circa 14 - (g. 450)
  • 28 g. di amido di mais  (g. 25)
  • 28 g. di amido di riso  (g. 25)
  • 280 g. di zucchero  (g. 350)
  • 1/2 baccello di vaniglia (n. 1)
  • scorza di 3/4 di limone  (n. 1)
  • 8 g. di gelatina in fogli  (non mette gelatina)
  • 400 g. di panna semimontata

In proporzione sarebbero dovuti essere g. 360 (circa 18 tuorli), ma io quelli avevo. 
   Comunque, già così risulta ottima.

Per la Namelaka al Cioccolato Fondente:
  • 300 g. di panna fresca
  • 150 g. di latte intero
  • 195 g. di cioccolato fondente 70%
  • 7,5 g. di sciroppo di glucosio (eventualmente arrotondare)
  • 4,5 g. di gelatina in fogli (eventualmente arrotondare)

Per le decorazioni:

Procedimento:
  • Preparare il Pan di Spagna al Cacao: vedere  ===>  QUI.   (Io l'ho fatto due giorni prima di consumare la torta).
  • Preparare la Namelaka (un giorno prima): fondere il cioccolato fondente a bagnomaria.
  • Ammollare la gelatina in acqua fredda per qualche minuto.  
  • Scaldare il latte col glucosio fino al bollore, prelevarne una parte e stemperarvi la gelatina ben strizzata e asciugata, poi riaggiungerla al resto del latte e mescolare bene.  Unire questa miscela al cioccolato fuso in tre riprese, mescolando per emulsionare bene.
  • Aggiungere, ora, la panna liquida fredda, mixare il tutto e conservare in frigo per almeno 12 ore. (Al momento di utilizzarla, andrà montata in planetaria).
  • Per la Crema Zabaione Chantilly (un giorno prima di consumare la torta): in un tegame portare dolcemente a bollore il latte con la stecca di vaniglia aperta e la scorza del limone a pezzi.
  • Ammollare la gelatina in acqua fredda per qualche minuto.  
  • Nel frattempo, in una boule capiente, miscelare con un frustino i tuorli con lo zucchero e gli amidi, fino ad ottenere una pastellina liscia. 
  • Versare lentamente il latte bollente filtrato sopra la pastella. Aggiungere anche il marsala e riportare sul fuoco. Cuocere a fiamma bassa, girando sempre con la frusta. Appena la crema si addensa toglierla dal fuoco.

Crema Zabaione Iginio Maassari
Crema Zabaione di Iginio Massari pronta

  • Prelevarne una piccola parte e stemperarci dentro la gelatina ben strizzata, poi riaggiungerla al resto e mescolare bene. Per evitare che si formi la fastidiosa pellicina esistono vari metodi come, cospargere la superficie con dello zucchero a velo, oppure passarvi sopra un pezzetto di burro infilzato su una forchetta, in modo che, sciogliendosi per effetto del calore, vi rilasci un leggero velo di grasso che isola la crema dall'aria, o in alternativa coprire con pellicola a contatto. Far raffreddare velocemente in abbattitore o su un bagnomaria ghiacciato. 
  • Quando la crema avrà raggiunto più o meno la temperatura ambiente, incorporarvi, in più riprese, la panna semimontata, mescolando delicatamente dal basso all'alto. 

Crema Zabaione chantilly di Iginio Massari
Aggiunta della panna alla Crema Zabaione

  • Se non si utilizza subito, riporre in frigo ben chiusa.

Crema Zabaione Chantilly pronta

  • Per il montaggio (il giorno prima di consumare la torta): preparare la bagna semplicemente mescolando gli ingredienti.
Bagna all'arancia

  • Porre l'anello dello stampo a cerniera usato per cuocere il Pan di Spagna sul piatto di portata e foderarlo internamente con una striscia di acetato. Tagliare il Pan di Spagna in 3 dischi e sistemare il primo all'interno dello stampo. Con un pennello da dolci inzupparlo moderatamente con la bagna. Ricoprire con uno strato abbondante di crema zabaione chantilly.

Pan di Spagna di Ernst Knam
1° strato di crema sul 1° disco di Pan di Spagna

  • Accomodare il 2° disco di Pan di Spagna sulla crema, inzupparlo e ricoprire anch'esso  con un altro strato di crema.
2° strato di crema sul 2° disco di Pan di Spagna

  • Fare altrettanto col terzo disco, terminando con l'ultima stesa di crema.

3° strato di crema sul 3° disco di Pan di Spagna

  • Conservare in frigo coperta (ad es. dentro un portatorta) almeno 12 ore.
  • Il giorno dopo montare la Namelaka in planetaria con la frusta a fili fino a che sarà bella soffice e stabile e metterla in una sac a poche con bocchetta rigata.
  • Estrarre la torta dal frigo, sfilare l'anello di metallo ed asportare l'acetato dal bordo.
  • Decorare a piacere con la Namelaka al fondente facendo ciuffi, righe, ecc.  Per richiamare l'arancia della bagna, ho disposto anche delle stelline di  arancia candita fatta da me che avevo a disposizione.

Torta Zabaione Chantilly, Namelaka al Fondente e profumo d'Arancia

  • Conservare coperta in frigo fino al momento del servizio, che può essere anche  nei due giorni successivi, anzi, stazionando ancora un un po' al freddo, il dolce ne guadagna.

Pan di Spagna di Ernst Knam
Torta Zabaione Chantilly, Namelaka al Fondente e profumo d'Arancia


*** Realizzato da voi ***

L'amica Gabriella Montagni, del Gruppo Fb "Quelli che non solo dolci", ha riprodotto questa mia torta con la variante della bagna al caffè invece che all'arancia. Brava !   Ecco le sue foto, non è splendida?

Pan di Spagna Cacao di Ernst Kna
La mia Torta Zabaione Chantilly, Namelaka al Fondente rifatta da Gabriella Montagni

Crema zabaione di Iginio Massari
La mia Torta Zabaione Chantilly, Namelaka al Fondente rifatta da Gabriella Montagni


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